Condusse me, anteprima 02

Grazie a uno stile fortemente personale e riconoscibile, Giulio Rincione si è imposto prima nell’ambito del Fumetto autoriale – con il collettivo PeeShow, le cui opere sono state riproposte da Shockdom all’interno della collana Fumetti Crudi – e poi in quello popolare, tramite diverse pubblicazioni targate Sergio Bonelli Editore.

Presentato in anteprima al Comicon 2019 dall’editore bresciano, il nuovo volume realizzato come autore unico da Rincione si intitola Condusse me ed è frutto di un’evoluzione stilistica che ha attraversato anni, un percorso che ha idealmente avuto inizio con le prime autoproduzioni, lasciando un importante segno sulla lunga distanza con Paranoiae.

Qui l’autore siciliano ci offre una collezione di storie brevi che accompagnano un bambino – una versione più giovane del Testa di Patata visto nella precedente opera? – in un viaggio alla scoperta di sé e del mondo che lo circonda. In tal senso, è particolarmente esplicativo il testo che chiude la quarta di copertina: “Se entri, sarai Dio. Se esci, sarai Uomo“.

Condusse me è una visione suggestiva del ruolo dell’Io all’interno della società, della ricerca di un posto per noi nell’ordine delle cose. La forte componente introspettiva permette al lettore di scegliere tra due opzioni ben diverse tra loro, nel corso delle lettura: osservare lo svolgimento della storia in un angolo, in modo quasi voyeuristico e vigliacco, oppure vivere sulla propria pelle le emozioni dei protagonisti, lasciandosi trasportare da un’altalena emotiva costantemente in bilico tra amore e morte.

“Una visione suggestiva del ruolo dell’Io all’interno della società, della ricerca di un posto per noi nell’ordine delle cose.”Viste singolarmente, le varie storie di questo progetto hanno dei contenuti molto forti, con un’evoluzione nello stile che testimonia il trascorrere del tempo nella vita di Rincione come fumettista. I toni caldi e saturi delle Storielline incarnano una parte centrale ricca di umori e sapori, a differenza delle sezioni precedenti e successive, decisamente meno sature e vivide, fino a un bianco e nero molto scarno e spigoloso.

Osservate nel complesso, le tavole trovano un filo conduttore proprio in Testa di Patata e in una voce fuori campo. Severo e misurato, questo flusso di coscienza entra ed esce dai personaggi, condannandoli ad affrontare i loro demoni (e le loro divinità), spesso in piena solitudine. Tra citazioni di cultura pop e contributi del fratello Marco Rincione e di Francesco “Prenzy” Chiappara, l’autore mette insieme un inno all’autocoscienza e all’autodeterminazione raggiunti dall’uomo, dai primordi ai primi anni del nuovo millennio.

Cosa resta al termine della lettura di Condusse me? Un piacevole mal di stomaco figlio di un’esperienza fortemente soggettiva legata al cambiamento. Come sempre accade quando si muta, per far posto al futuro il passato pretende di portare con sé una pedina di scambio. In virtù di questo, il lettore si sente sperduto e frastornato negli ultimi passi che lo separano dal ritorno a casa, quelli più impegnativi di un lungo viaggio.