Topolino 3189, copertina di Paolo Mottura

Negli ultimi anni, le parodie Disney si sono addentrate in un territorio sempre più coraggioso cimentandosi con opere piuttosto difficili da adattare per un pubblico di giovani lettori. Questo nuovo filone è iniziato con la trilogia horror di Fabio Celoni – che ha rivisitato con Topi e Paperi Dracula di Bram Stoker, Frankenstein di Mary Shelley e Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Louis Stevenson – al quale si è affiancato Paolo Mottura, in coppia con Francesco Artibani e Fausto Vitaliano, per reinterpretare Moby Dick di Herman Melville e Sulla Strada di Jack Kerouac.

Nonostante questi titoli fossero già particolari, l’annuncio di una trasposizione a fumetti di Metropolis di Fritz Lang ha colto di sorpresa molti appassionati, considerando che il film originale, risalente all’epoca del muto, si basava sulle tematiche della lotta di classe e dei diritti dei lavoratori: una componente politica apparentemente fuori luogo tra le pagine del settimanale Disney. Artibani è invece riuscito a mantenere questi elementi e ad adattarli in un fumetto per l’infanzia attraverso una sceneggiatura su più livelli che trasmette un messaggio forte ai bambini, ma nella quale gli adulti possono leggere significati più profondi legati alla realtà.

Topp è il figlio di un ricco industriale, creatore delle fabbriche che tengono in vita l’iper-tecnologica Metopolis. Il giovane non sopporta la gabbia d’oro in cui è costretto a vivere, tra enormi uffici e cene di gala, e decide di fuggire di nascosto per andare a esplorare i livelli più bassi della città. Qui scopre che i macchinari sono alimentati da un’energia creata a un prezzo decisamente troppo alto: ci sono infatti centinaia di operai che lavorano con turni massacranti in condizioni deprecabili per permettere ai ceti più abbienti di vivere in comodità.

Metopolis

L’azzeccato casting e i dialoghi ispirati rendono questa versione disneyana di Metropolis un valido prodotto correlato che non ripropone pedissequamente la vicenda originale ma la reinventa; anche dal punto di vista grafico, troviamo diversi omaggi visivi, senza che si arrivi a “ricalcare” inquadrature o scenografie dell’opera originale (come avevamo sottolineato nel nostro video-confronto).

Le vignette di Mottura sono evocative, con tagli e giochi di luce evidentemente ispirati dall’espressionismo cinematografico, un territorio nel quale il suo tratto atipico risulta decisamente efficace, con un risultato che culmina nelle suggestive tavole finali durante la distruzione della fabbrica.

Per quanto Topolino Limited Deluxe Edition renda onore a una storia che merita di essere valorizzata con un volume da collezione di questo tipo, ci spiace constatare che questa collana sia sempre più povera di contenuti speciali: oltre alla storia, troviamo solo la copertina di Topolino relativa a Metopolis e un articolo di approfondimento sul film di Lang; niente bozzetti, niente interviste agli autori o articoli di approfondimento sul fumetto. Un vero peccato, in quanto gli extra, in questa come in altre collane nate dopo l’accordo Disney/Panini, erano fino a qualche tempo fa un elemento valido che poteva invogliare all’acquisto anche chi già possedeva l’edizione originale della storia, mentre la tendenza attuale lascia trasparire un’attenzione minore per tutto ciò che ruota attorno al fumetto presentato.