I due volumi The Best of 2016 dedicati ai personaggi di Paperopoli e Topolinia erano stati una graditissima sorpresa, e ci auguravamo che fossero l’inizio di un appuntamento periodico in grado di riproporre il meglio delle storie Disney pubblicate su Topolino, un prodotto rivolto a chi non segue con regolarità il settimanale ma è comunque interessato ai fumetti più meritevoli che propone.

Da questa selezione sono esclusi tutte i racconti autoconclusivi e le miniserie che sono già stati o saranno presto riproposti in un’edizione da collezione, quindi reperibili in altri formati anche dal lettore casuale.

The Best of 2017: Paperopoli è già per sua stessa natura un’antologia di elevata qualità, considerando la quantità di produzione disneyana nel nostro Paese e il livello medio della stessa. Le uniche perplessità riguarda la composizione dell’indice, che in alcuni casi presenta episodi con elementi fin troppo simili, qualcosa che potrebbe far risultare ridondante un universo narrativo che invece ha dalla sua proprio un’ampia varietà di tematiche e soluzioni narrative.

In Paperinik e il genio immemore (Salati/D’Ippolito) e Pico e l’incidente della bernoccologia (Fontana/Franzò) vediamo due scienziati, Archimede e Pico de Paperis, perdere la memoria e assumere comportamenti distanti dalla loro personalità, mentre i loro amici tentano di farli rinsavire.

Paperino e il capodanno positivo (Panaro/Held) e Paperinik e l’effetto Gastone (Buratti/D’Ippolito) sono basate entrambe basate sul ribaltamento tra la fortuna e la sfortuna dei due cugini; allo stesso tempo, la seconda ha in comune con Paperino e le identità multiple (Vitaliano/Tosolin) la presenza di Gastone nei panni del supereroe piumato.

Nonostante queste similitudini, tutti gli episodi sono molto piacevoli da leggere, ma è nella seconda parte del volume che troviamo le storie più sorprendenti. Possiamo rilevare analogie anche tra Paperino Paperotto e l’operazione cocomero (Stabile/Gula) e Quo & Archimede in ballo col bullo (Radice/Turconi), ma entrambe affrontano in modo emozionante e per nulla retorico il tema del bullismo; l’approccio è poi decisamente differente e il risultato è così piacevole che sarebbe stato assurdo escludere una delle due, in grado di trasmettere un messaggio importante ai giovani lettori e allo stesso tempo di colpire anche il pubblico adulto.

Se negli altri episodi è messo in secondo piano, troviamo invece il ricco miliardario in difficoltà in Zio Paperone apprendista autista (Sarda/Leoni) e Zio Paperone e Amelia insegnanti per forza (McGreal/Cavazzano). La sua performance migliore è però nella surreale e a tratti demenziale Zio Paperone in… un cosplayer di troppo (Faraci/Cavazzano), storia ambientata a Lucca Comics dove il metafumetto e gli ammiccamenti agli appassionati di Nona Arte sono alla base della vicenda.

A proposito di citazioni nerd, impossibile non citare il simpatico inserimento dei pirati di One Piece in una vignetta di Paperino, Paperoga e l’impresa delle tre spezie (Macchetto/Pochet), in grado di strappare un sorriso all’interno di una storia in costume.

Chiude il volume Il principe Duckleto (Salati/De Lorenzi), ispirata al celebre dramma di Shakespeare; non siamo al cospetto di una riscrittura letteraria con toni maturi come se ne sono viste negli ultimi anni su Topolino, ma una parodia “vecchio stile” che riesce a reinventare in modo leggero una trama decisamente poco adatta al canone disneyano.