Shuricat, anteprima 01

Un flashback con un antico villaggio in fiamme, un’immagine già vista in numerose opere ambientate nel Giappone feudale. Stavolta, però, c’è una differenza: tre giovani con un aspetto felino stanno fuggendo dall’incendio che è stato appiccato da un esercito di cani-samurai. Shuricat è infatti ambientato in un universo popolato da animali antropomorfi, che conosciamo dal punto di vista di una famiglia di gatti-ninja.

Durante la fuga, le sorelle Airi e Chie hanno perso le tracce del loro fratello maggiore, e in attesa di ritrovarlo si rifanno una vita in città, pur dovendo spesso ricorrere a piccoli furti. Quando una delle due assiste a un delitto in grado di sconvolgere l’impero, la trama inizia a ruotare attorno a un’indagine che potremmo quasi definire noir se non fosse per i colori vivaci e i toni leggeri della narrazione.

Il volume pubblicato da Tatai Lab è infatti caratterizzato da un’estetica cartoonesca che sembra in contrasto con l’intrigo al centro della vicenda. La cura della casa editrice per la colorazione è evidente anche in quest’opera, dove le tinte pastello in qualche modo definiscono la sua identità. È un’opera divertente con diversi momenti spensierati, ma che riesce comunque a trattare tematiche profonde come l’appartenenza a un clan, l’onore tipico della tradizione giapponese contrapposto ai sentimenti per le persone care.

La sceneggiatura di Francesco Vacca riesce a costruire un microcosmo vivo e credibile che non rinuncia a integrare riferimenti alla mitologia orientale e a figure storiche realmente esistite. L’umorismo presente nella storia ricorre perlopiù a espedienti in cui nei personaggi riaffiorano in modo fin troppo evidente le loro caratteristiche animali, ma questo elemento è in qualche modo necessario per preparare il lettore alla risoluzione del caso, in cui si rivelerà fondamentale una peculiarità di una determinata creatura.

Le tavole di Sara Rossi sono gradevoli e propongono personaggi adorabili e ambientazioni suggestive, esplorate in modo più dettagliato in una serie di splash page e vignette di grandi dimensioni; i suoi gatti hanno un’espressività che sembra uscita da un prodotto animato, mentre non possiamo dire lo stesso per i volti dei cani, i quali non risultano efficaci quanto i felini. In qualche vignetta riscontriamo qualche problema di dinamismo a causa di alcune pose un po’ legnose, durante le sequenze più action, ma la situazione migliora nel climax finale, con una manciata di tavole davvero ispirate.

Shuricat è un fumetto in grado di condensare una storia ricca in poco meno di un centinaio di tavole; probabilmente avrebbe giovato un maggiore respiro, al fine di approfondire alcuni aspetti di un cosmo costruito in maniera tanto dettagliata. L’idea del mondo popolato da ninja e samurai antropomorfi è accattivante e, anche se può ricordare Usagi Yojimbo, è stata sviscerata in modo decisamente differente.

Si certo sarebbe interessante vedere altre storie ambientate in questo universo, che non sfigurerebbe anche sviscerato in una forma seriale tramite l’animazione.

 

Shuricat, anteprima 02