Nelle ottantotto pagine che costituiscono il cartonato Otto – L’uomo riscritto, una storia di Marc-Antoine Mathieu edita in Italia da Coconino Press, c’è letteralmente da perdersi.

Non strutturato per avere una trama che segue uno svolgimento standard, riconducibile a schemi già noti e reiterati, questo volume esplora un sentiero inedito che scava nella cultura umanistica e scientifica degli scorsi secoli, presentando agli occhi del lettore una sfilza di quesiti di natura psicologica, etica e matematica legata alla scoperta di se stessi.

Otto: L'uomo riscritto, anteprima 01

Il protagonista della storia è Otto, un artista performer che va incontro a una grande crisi proprio nel mezzo della sua ultima esibizione. Questo evento, insieme a una tragica perdita, porta l’uomo a riprendere contatto con le sue radici e la sua infanzia. Il risultato è un dedalo di nuove informazioni e scoperte che si addentra, pagina dopo pagina, sempre più all’interno della mente umana.

Quelli che vive Otto sono dei dilemmi legittimi, figli di un’esperienza di vita che porta all’estremo l’esistenzialimo contemporaneo: cosa accadrebbe se, un giorno, scoprissimo che i nostri genitori hanno raccolto testimonianze meticolose di ogni istante della nostra esistenza, dal concepimento fino al settimo anno di vita? La risposta che l’autore fornisce a questa domanda è davvero sorprendente.

Otto: L'uomo riscritto, anteprima 02

Mathieu prende tra le mani una vita umana e la scompone, per poi successivamente ricomporla tenendo presenti due aspetti fondamentali: il primo, formale, è l’impostazione della narrazione in due vignette per pagina, con uno sviluppo orizzontale. La reiterazione dell’impaginazione aiuta il lettore a calarsi in quel clima di ossessiva ripetitività, dove i modelli matematici relativi alla catalogazione mentale diventano nuvole di punti, codici QR e tanto altro, dimostrando come quello dei numeri resti il linguaggio più universale del mondo.

Il secondo aspetto che accompagna il lettore dall’inizio alla fine della storia è l’autoanalisi, inteso come strumento di ricerca e comprensione di sé. Otto si trova letteralmente di fronte a un ritratto imparziale (per definizione, trattandosi di dati scrupolosamente raccolti e catalogati) di una porzione della sua esistenza che fatica a ricordare.

Otto: L'uomo riscritto, anteprima 03

Da questa esperienza, però, potrà dedurre le risposte che attanagliano la sua mente fin da quando ha iniziato a fare Arte, inserendo all’interno delle sue performance dei curiosi elementi ricorrenti: l’immagine e il suo doppio; la ricorsività delle informazioni, come delle esperienze (anche in termini matematici, con la ricorsione e la ridondanza ciclica); il rapporto tra Io e Super-Io; la rappresentazione frattale dell’esistenza come del mondo che ci circonda e, ultima ma non ultima, la curiosità che spinge l’uomo costantemente oltre i propri limiti.

Otto non smette mai di chiedersi chi sia davvero, e per questo motivo Mathieu lo fa dialogare con chi, in passato, ha già investigato un percorso simile, seppur con modi profondamente differenti. Prestando la giusta attenzione ai dettagli si possono, infatti, riconoscere molte diverse influenze di pensiero: il principio della scalarità (esplicitato in quarta di copertina dalla somiglianza tra la struttura di un albero e le ramificazioni neurali del corpo umano); la metafisica di Kafka e delle sue Metamorfosi; la teoria della Storia come una menzogna (o contraffazione) di Borges; la verosimiglianza tra la già citata nuvola di punti come rappresentazione tridimensionale di dati e il cielo stellato che avvolge le vite umane; e tanto altro ancora, non citabile per evitare di rovinarvi la lettura.

Otto: L'uomo riscritto, anteprima 04

Tra la paranoia, l’ossessione e la strenua ricerca della verità, la vita di Otto subisce una mutazione radicale, diventando metafora di quel viaggio interiore che, prima o poi, ognuno si ritrova a compiere. L’aspetto determinista legato al fato e quello più volubile dovuto al caso si scontrano generando conflitti interiori dilanianti, difficilmente sostenibili da chiunque. Viaggiando a ritroso nei suoi ricordi, il protagonista vive un’esperienza che sconfina costantemente tra il reale e il surreale, lasciando il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima tavola.

Otto – L’uomo riscritto è molto diverso da qualsiasi altra cosa abbiate mai letto fino ad ora. Anche solo per questo motivo meriterebbe l’acquisto. In più, il lavoro di Mathieu nel mantenere una coerenza visiva e narrativa dove apparentemente sembrerebbe non esserci è davvero encomiabile. Date a questa storia la possibilità di catturarvi tra le sue tavole, non ve ne pentirete.