Dopo essere divenuto già da decenni un’icona fumettistica, Shazam! si appresta ad acquisire anche lo status di icona cinematografica, grazie alla pellicola di prossima uscita interpretata da Zachary Levi. E questo successo è dovuto anche, o meglio in particolar modo, a chi quel personaggio lo ha creato a livello grafico e reso celebre con il suo stile unico, inimitabile, capace di persistere nel tempo. Questa è la storia di C.C. Beck.

 

GLI ARTIGIANI DEL FUMETTO

 

Whiz Comics #2

Charles Clarence Beck nasce nel 1910 in Minnesota. Da piccolo si diletta a studiare musica e legge numerosi fumetti pubblicati sui giornali, apprezzando specialmente le strisce a sfondo umoristico. Una volta al liceo, dopo aver scoperto che non vi sono lezioni di grafica o Arte, apprende il mestiere di illustratore con tutti i mezzi a sua disposizione, prendendo in prestito libri dalla biblioteca, seguendo un corso per corrispondenza e addirittura ricevendo insegnamenti da un pittore di insegne e cartelli.

Una volta diplomatosi, nel 1928, Beck si trasferisce prima alla Chicago Academy of Fine Arts e in seguito presso l’Università del Minnesota, per perfezionare i suoi studi artistici. Inizia anche a ottenere i suoi primi incarichi correlati al Fumetto, occupandosi del lettering e realizzando i disegni di alcuni personaggi a fumetti che vengono applicati su dei paralumi fatti a mano.

È grazie a quest’ultima, insolita mansione che Beck viene notato dalla casa editrice Fawcett Publications, per la quale inizia a lavorare a partire dal 1933, occupandosi in prima battuta di alcune riviste umoristiche.

Con la nascita della divisione Fawcett Comics, a Beck viene chiesto di illustrare il primo numero di una nuova serie, anche se sarà distribuita in poche copie solo a scopo promozionale, Whiz Comics. Sulle sue pagine vi compaiono tre nuovi personaggi ideati da Bill Parker: Spy Smasher, Ibis l’Invincibile e un certo Captain Thunder. Per problemi di diritti, quando viene pubblicato il numero #2 della serie, che in realtà altro non è che la ristampa con alcune correzioni della prima uscita, quest’ultimo viene rinominato Captain Marvel.

Il personaggio attira subito l’attenzione e l’interesse del pubblico, divenendo in breve tempo il più amato dai lettori della Fawcett. Aumenta dunque la produzione correlata a Captain Marvel, così come aumentano gli artisti chiamati a realizzarla, ognuno con il proprio stile. Eppure, è il tratto di Beck, cartoonesco e visivamente efficace, a rimanere quello più apprezzato. Beck fa notare dunque all’Art Director Al Allard come un’uniformità di stile aiuterebbe a incrementare le vendite in maniera ulteriore.

Allard concorda e fa sì che Beck venga nominato Chief Artist (in sostanza, un secondo Art Director), permettendogli di aprire uno studio a New York nel 1941, dove Beck supervisiona la produzione dei fumetti incentrati su Captain Marvel, avendo al suo servizio non meno di venti assistenti.

La manovra ha buon fine e le vendite dei fumetti con protagonista la Marvel Family continuano ad aumentare, arrivando a surclassare anche quelle di Superman, e permettendo a Beck – visto il costante aumento di produzione – di aprire un nuovo studio, nel 1944, in New Jersey.

Fatman the Human Flying Saucer #2

La National Comics (futura DC Comics), tuttavia, non accetta di buon grado la cosa e porta in giudizio la Fawcett con l’accusa che Captain Marvel sia un plagio di Superman. La causa si conclude nel 1953 con un accordo extragiudiziale e l’impegno da parte della Fawcett a non pubblicare più storie di super eroi, in particolar modo quelle su Captain Marvel.

A seguito di ciò, i due studi supervisionati da Beck chiudono i battenti e l’artista torna a occuparsi di illustrazioni pubblicitarie, oltre a gestire un bar in Florida. Beck tuttavia desidera ancora realizzare storie di super eroi e chiede a Joe Simon se possa aiutarlo. Lo sceneggiatore crea allora il personaggio di Silver Spider, la cui prima sceneggiatura viene realizzata dal cognato di Simon, Jack Oleck.

Beck ne realizza gli schizzi, che vengono portati all’attenzione della Harvey Comics, ma la storia viene rifiutata. Anni dopo, questa stessa avventura sarebbe stata rimaneggiata da Jack Kirby e pubblicata dalla Archie Comics, con Silver Spider modificato in The Fly.

Beck scompare dai radar fumettistici per svariati anni, ricomparendo solo nel 1967 con un nuovo personaggio: Fatman the Human Flying Saucer. Quest’insolito super eroe, creato da Otto Binder e pubblicato da Lightning Comics, rappresenta una sorta di parodia di Captain Marvel, a partire dal costume. Il pubblico tuttavia non apprezza l’esperimento e la serie viene cancellata dopo appena tre numeri.

Nel 1972, la DC Comics acquisisce la proprietà dei super eroi pubblicati dalla Fawcett Comics e decide di partire con un rilancio della Marvel Family tramite una nuova testata intitolata Shazam!. Carmine Infantino contatta allora, pur con qualche difficoltà dovuta al lungo “esilio”, C.C. Beck, chiedendogli di realizzarne le avventure.

Beck scopre però, con suo rammarico, che le storie e i toni della Golden Age adesso non funzionano più, sostituiti da super eroi problematici e sceneggiature più “seriose”. Quando inizia dunque a disegnare la serie, trova le sceneggiature affidategli insignificanti e mal realizzate, lamentandosene con Infantino e Julius Schwartz e rifiutandosi alla fine di illustrarle. Dopo dieci numeri, dunque, a causa di queste insormontabili differenze creative, Beck abbandona la serie.

Shazam #1

Nel 1974, tuttavia, Beck viene contattato dall’editor E. Nelson Bridwell, il quale lo invita a sceneggiare lui stesso una storia che, se approvata, sarà libero di realizzare senza interferenze. Beck accetta la proposta e in pochi giorni scrive una sceneggiatura intitolata Captain Marvel battles Evil Incarnate, con la quale tenta di ricatturare quello che a suo dire è lo spirito perduto e innocente delle storie di Captain Marvel.

La storia viene mandata a Bridwell, il quale impiega sei mesi a correggerla. Quando riceve la sceneggiatura revisionata, Beck la trova sconclusionata e piena di errori, ma prova comunque a disegnarla. Ben presto, però, la frustrazione lo coglie e, dopo aver realizzato alcune tavole, le strappa, gettandole nella spazzatura. Rispedisce infine la sceneggiatura a Bridwell, chiedendo di non essere mai più ricontattato. Viene accontentato.

Anche se, a seguito di questa spiacevole esperienza, Beck non realizza più alcun fumetto a livello professionale, rimane comunque in contatto con i suoi lettori negli anni successivi, iniziando a partecipare ad alcune manifestazioni o realizzando quadri su commissione tramite i quali rivisita alcune copertine di storie Golden Age con protagonisti Captain Marvel o altri super eroi. Fino alla sua scomparsa nel novembre 1989, dovuta a una insufficienza renale.

Billy Batson diventa Captain Marvel pronunciando una parola magica; una magia che C.C. Beck è riuscito a trasmettere a migliaia di lettori grazie alle sue storie e che ha proiettato questo personaggio nell’olimpo dei super eroi.