Dylan Dog 390: La caduta degli dei, anteprima 01

Lo scorso 28 febbraio è approdato in edicola e in fumetteria il numero 390 di Dylan Dog, La caduta degli dei, scritto da Paola Barbato per i disegni di Giampiero Casertano.

Partendo da un casus belli relativo alla sparizione della dottoressa Audrey Primrose, studiosa che incarna il pensiero razionale idealmente opposto alla componente paranormale valsa all’Indagatore dell’Incubo la triste fama di ciarlatano agli occhi della gente, il team creativo sviluppa una storia cupa ed estrema, dove i singoli individui sono posti di fronte ai limiti etici e sociali che li rendono coerenti con le loro scelte di vita e, più in generale, differenti dalla condotta selvaggia propria delle bestie.

Ciò che l’inquilino di Craven Road dovrà affrontare in questa storia è la consistenza di un’ideale perfezione incarnata dall’azienda N-Limited, la quale rappresenta un’interessante crasi tra la comune realizzata da Osho, il famigerato New World Order e gli Illuminati. Dylan viene chiamato a indagare sulla scomparsa della sua “nemica”, scoprendo incidentalmente (ameno in un primo momento) l’esistenza di questa istituzione fuori dal tempo e dallo spazio votata a un nuovo modo di vedere la vita, la natura e – in generale – l’evoluzione della società.

Nel costruire questo ambiente da incubo, la Barbato recupera tutti gli stilemi propri della fantascienza classica volta a raccontare la caduta dell’uomo di fronte a una condizione di forte stress psicologico. I riferimenti sono chiarissimi, dalla serie televisiva Il Prigioniero, andata in onda negli anni Sessanta e capostipite del genere, ai più recenti The Hole (film del 2009) e Necropolis (numero 212 della testata dylaniata): tutte narrazioni più o meno vicine al concetto di Natural Born Killers.

In questo racconto fatto di comportamenti assurdi e pensieri estremisti, dove “il fine giustifica i mezzi”, la sfera razionale e quella emotiva di Dylan si scontrano costantemente di fronte a una mentalità da “verità rivelata”, con santoni spirituali che attraverso il loro operato mirano a cambiare il corso della storia.

Dylan Dog 390: La caduta degli dei, anteprima 02

In questo luogo, ogni persona viene idealmente posta davanti a una domanda molto semplice: sei disposto a sacrificare i tuoi principi per salvarti la vita? La risposta e le conseguenze di essa, oltre a non essere affatto scontate, esplorano le diverse vite dei singoli che davanti alla morte presentano necessità e priorità più universali che mai.

Ciò che viene a galla è la documentazione di una forte violenza fisica e psicologica, allegoria dei nostri tempi in cui i contenuti estremi pubblicati sui social richiamano click e like in abbondanza, reiterando quell’esasperazione della società in rovina già vista in precedenza negli altri numeri di Dylan Dog che compongono il Ciclo della Meteora.

Parimenti, Casertano ritrae l’orrore, la paranoia e la disperazione con molta cura, restituendo a una storia che applica tutti i cliché narrativi del genere anche le componenti visive dell’horror psicologico legato all’idea di homo homini lupus. Il risultato rende un’immagine di come la perversione umana, se lasciata libera, possa deformare (fisicamente e spiritualmente) gli individui e ciò che li circonda senza possibilità di appello.

Dylan Dog 390: La caduta degli dei è un buon ritratto di una disgregazione sociale che, nonostante abbia un sapore poco innovativo, offre ai lettori una descrizione del male che giace sotto al perbenismo di facciata.