Zagor - Le origini, anteprima 01

Ogni grande eroe del Fumetto ha alle spalle un’infanzia o una giovinezza travagliata, per non dire tragica, verso la quale ogni fan nutre un desiderio naturale di conoscenza e approfondimento al fine di capire meglio il suo campione, per sentirlo più vicino. Questo agevola anche gli autori, in quanto dotare un personaggio di trascorsi ne aumenta lo spessore psicologico e caratteriale, motiva il suo agire e rende più autentica la sua figura.

In sintesi, così Moreno Burattini apre la postfazione del volume in oggetto per spiegare le ragioni che l’hanno spinto a firmare Zagor: Le origini, miniserie di sei albi che ha esordito a fine gennaio e che ripercorre dall’infanzia l’esistenza di Patrick Wilding, fino alla sua trasformazione in Za-Gor-Te-Nay.

Il percorso editoriale della creatura di Guido Nolitta – alias Sergio Bonelli – e Gallieno Ferri è già stato impreziosito in precedenza da storie che hanno scavato nel vissuto del protagonista: dall’ormai classico Zagor racconta… (Zagor 55, gennaio 1970), dei due creatori, uscito nel 1969 sotto forma di strisce, fino al recentissimo ed egregio La giustizia di Wandering Fitzy (Color Zagor 7, agosto 2018), di Giorgio Giusfredi e Mauro Laurenti per i colori di GFB Comics. Non è da meno l’ottimo romanzo in prosa Zagor (I Romanzi Sergio Bonelli Editore, giugno 2018), di Davide Morosinotto.

Eppure, restano ancora da riportare alla luce innumerevoli eventi e retroscena legati al futuro re di Darkwood. In Zagor: Le origini, l’editor e prima penna del personaggio ricuce in maniera estremamente organica e suggestiva quanto finora svelato sul passato dello Spirito con la Scure integrandolo con nuove rivelazioni e comprimari inediti rispetto alla vicenda originale, ma assolutamente in linea con la continuity. Lo abbiamo potuto apprezzare in questo cartonato (con vari contenuti extra) che dà il via alla collana da fumetteria (la vedremo in un secondo momento anche in versione brossurata da edicola).

Zagor - Le origini, anteprima 02

Nell’episodio che tiene a battesimo il progetto, Burattini riesamina la strage di Clear Water, nella quale Patrick perde entrambi i genitori – a causa dell’incursione del predicatore Salomon Kinsky e della sua tribù di Abenaki – e viene in seguito salvato dalle acque del fiume da Wandering Fitzy. Lo scrittore toscano indaga i motivi che portarono Mike, il padre di Pat, un uomo apparso sempre mite e probo, a sterminare una pacifica comunità di indiani quando era un ufficiale dell’esercito americano, scatenando così la vendetta di Kinsky.

Attraverso una sceneggiatura superlativa, estremamente dinamica e moderna, Burattini dipinge con uno realismo toccante e brutale avvenimenti che credevamo di conoscere nel dettaglio mostrandoceli sotto una prospettiva totalmente diversa, non solo da un altro punto di vista narrativo ma anche emozionale. Forse mai prima d’ora un titolo come Zagor, nato per distinguersi da Tex, destinato a lettori più adulti, era stato interpretato in maniera tanto matura e drammatica, con un risultato entusiasmante.

Il merito va ovviamente condiviso con l’eccellente qualità grafica delle tavole, sorretta dalla classe e dalla potenza espressiva di due veterani del panorama fumettistico italiano quali Valerio Piccioni – una colonna di Julia – e da Maurizio Di Vincenzo – un habitué di Dylan Dog. Un plauso speciale va poi ai colori di Andres Mossa, un vero e proprio punto di riferimento nel settore. L’iconica copertina di Michele Rubini è, come si suol dire, la ciliegina sulla torta, che corona un prodotto impeccabile.