My Hero Academia

Sembra strano che My Hero Academia, iniziato con la formazione di Izuku Midoriya da parte di Allmight e strutturato su lezioni scolastiche, possa avere il consueto arco narrativo di addestramento presente nella maggior parte degli shonen manga. Eppure, correndo il rischio di cadere nella ripetitività, è ciò che Kohei Horikoshi decide di fare non appena terminato il Festival dello sport. O almeno, quello che riesce a farci credere.

È infatti giunto il momento per gli studenti della Classe 1-A di sottoporsi a un tirocinio, dopo che ognuno ha scelto per sé un nome da Hero. È interessante che ogni ragazzo opti per un incarico differente; potrebbe essere l’occasione per approfondire le singolarità di ognuno, ma l’autore preferisce aprire solo qualche spiraglio sui comprimari e concentrarsi sul protagonista (l’anime rimedierà parzialmente con uno dei rarissimi episodi filler).

Izuku si ritrova allievo di Gran Torino, ex insegnante di Allmight e figura stereotipica: ricalca pedissequamente il modello dei vari maestri Miyagi, Muten e Yoda, ossia l’anziano sensei pronto a tramandare il proprio sapere in modo poco convenzionale. Dopo una breve fase di apprendimento, la direzione della trama prende una brusca virata con l’attacco di Stain, l’assassino di Heroes che riduce in fin di vita il fratello di Iida.

Improvvisamente la narrazione si fa più adulta, come durante l’irruzione dell’Unione dei Villain, con avversari inquietanti e scene cruente che si concretizzano in combattimenti lontani dai toni luminosi del manga. Questo risvolto più cupo inizia a occupare una fetta sempre più rilevante di My Hero Academia, e i personaggi devono fronteggiare minacce che sono percepite come un effettivo pericolo, in grado di demolire in pochi capitoli le certezze dei lettori, e che potrebbero anche eliminare qualche membro del cast. Ciò non avviene, ma Horikoshi è particolarmente abile nel convincerci di questa possibilità.

Lo scontro che vede Midoriya, Todoroki e Iida fronteggiare l’assassino di Heroes dimostra il talento dei tre ragazzi, rendendo credibile il loro riuscire a tenere testa a un avversario così potente. Ciò che sorprende sono però le azioni di Stain, che, sopravvissuto alla lotta, decide in qualche modo di proteggere gli studenti ritenuti meritevoli, addirittura mettendosi contro l’Unione dei Villain con cui inizialmente sembrava voler collaborare. Si tratta senza dubbio di un personaggio ambiguo, di cui ancora molto dev’essere rivelato; lo stesso vale per il passato di Allmight, qui appena accennato per incuriosire i lettori.

 

CHRONO MY HERO ACADEMIA