Sono passati un sacco di anni dacché abbiamo scoperto Emanuele Tonini e il suo Deficients & Dragons, da quando ancora vedeva la luce sul web, nell’epoca d’oro delle webstrip in Italia e nel mondo. Da allora, il suo fumetto è cambiato, pur rimanendo lo stesso. Parodia scoperta dei mondi fantasy da giocare di Dungeons & Drangons, il gioco di ruolo più famoso di sempre, mette in scena avventure picaresche e comiche, vissute da un cast di personaggi che si avvicendano. Maghi pasticcioni, abili ladri sfigati, paladini dalla ricca favella ma dalla zucca vuota, sacerdotesse dal petto generoso e dalla flessibilità morale assente si muovono, di storia in storia, di missione in missione, di catastrofe annunciata in vittoria raggranellata chissà come.

La bisbetica indomata è l’ultima fatica del Tonini, che oggi non pubblica più sul web ma è da anni partner di Dentiblù Edizioni e del suo giovane disegnatore, Giosuè Borsini. L’albo, di rapidissima lettura, racconta l’ennesima dis-avventura del party di eroi meno adeguato di sempre. Questa volta, c’è da scendere nell’inferno di Plutone, che ha deciso di sposarsi e di farlo proprio con Petula, la chierica del gruppo, rapita da due diavoli e trascinata nel regno più oscuro dell’aldilà, per congiungersi, volente o nolente, al re dei morti.

I fumetti di Tonini sono di un’onestà ammirevole: sono esattamente quello che sembrano, ovvero dei divertimenti molto personali, molto leggeri, che non hanno la pretesa di fare più che strappare qualche risata. Un tempo, quando Deficients & Dragons aveva una serialità e una continuity più di ampio respiro, l’autore si preoccupava di costruire trame e vicende più strutturate, ma questo albo è invece del tutto autoconclusivo e ha una natura d’occasione, racchiusa nelle sessantadue pagine che lo compongono.

Pagine in cui trova spazio una storia quasi tutta al servizio della comicità e dei personaggi. Non c’è azione, non ci sono effetti speciali, non c’è una trama avvincente. Se siete da tempo amanti delle macchiette e degli eroi sfigati di Tonini, l’attrazione di La bisbetica indomata sta nel vedere i luoghi comuni che li sorreggono e li caratterizzano utilizzati per creare una serie di gag divertenti. Se invece vi avvicinate per la prima volta a questo mondo divertito, dovete accontentarvi delle schede introduttive dei protagonisti che trovano spazio nell’aletta della copertina. Non è molto, ma del resto le figure della storia di Tonini sono volutamente bidimensionali, senza spessore, più funzioni umoristiche e narrative che personaggi a tutto tondo.

La forza di Deficients & Dragons è anche la sua debolezza. La leggerezza divertita e autoironica della storia, di un Emanuele Tonini che prende in giro se stesso quanto Petula, Akkacielle, Sir Roderick e il nano Luppolo, è quella di una comicità senza pretese, a volte anche un po’ facilona e volgarotta, che va bene per i palati non troppo fini. Bisogna, per trovarla interessante e apprezzabile, voler bene ai personaggi. Non è scontato, per chi non li conosce e deve introdursi in un mondo, comunque facilmente accessibile. La volontà di farlo dipenderà moltissimo da quanto si apprezzino le matite del bravo e caricaturale Borsini, che costruisce un mondo colorato, assurdo e cartoonesco perfettamente intonato alle sceneggiature e all’ironia del suo sceneggiatore. Se cercate in Deficients & Dragons un capolavoro della narrazione comica, siete fuori strada. Forse, non avete letto il titolo, decisamente didascalico. Se siete appassionati di fantasy e non disdegnate l’umorismo da osteria, allora avete per le mani un prodotto che fa per voi. Non il migliore della sua serie, ma buono per un quarto d’ora di svago a fumetti.