My Hero Academia Deku vs. Bakugo

Izuku inizia le lezioni alla Yuei, nonostante non sappia ancora padroneggiare il suo Quirk. Per quanto il setting sia intrigante, l’impressione è che Kohei Horikoshi abbia infranto molte regole degli shonen manga più o meno consapevolmente; non è chiaro, però, se questo approccio favorisca l’originalità o se vada a discapito della narrazione, almeno sul breve termine.

La prima lezione è tenuta dal Professor Aizawa, che sottopone l’intera classe a un test per il quale dovrà cimentarsi con alcune sfide di atletica, usando al meglio i propri Quirk. L’insegnante annuncia agli studenti che l’ultimo classificato sarà eliminato, ma non terrà fede alla minaccia, facendo perdere di credibilità a quanto viene raccontato. Dopo aver in qualche modo effettuato la “promessa narrativa” di un protagonista senza poteri, presto smentita, l’autore mette così di nuovo alla prova la fiducia dei lettori nei suoi confronti.

La seconda lezione è condotta da Allmight ed è una simulazione di battaglia tra Hero e Villain. Vengono effettuati degli abbinamenti casuali che portano allo scontro tra le coppie Izuki/Ochaco e Katsuki/Iida, una combinazione talmente ovvia da risultare quasi sorprendente. Horikoshi avrebbe potuto rinviare al futuro lo scontro tra i due compagni d’infanzia, costruendo un’attesa attorno a essa, ma ha preferito velocizzare il processo narrativo e offrire fin da subito eventi che il lettore era consapevole che prima o poi sarebbero avvenuti. Così come per il frettoloso addestramento di Allmight e l’immediato accesso alla Yuei, questo bruciare le tappe potrebbe lasciare spazio a sviluppi originali, ma allo stesso tempo aumenta il rischio di ripetitività.

La scelta operata dall’autore è quella di concentrarsi sui protagonisti, lasciando in secondo piano i numerosi personaggi secondari introdotti con l’inizio delle lezioni. Come avviene per i mutanti Marvel o per i Frutti del Diavolo di One Piece, la quantità di super poteri esistenti è uno degli aspetti più stimolanti dell’opera e c’è un’ovvia curiosità di vederli in azione, magari conoscendo meglio chi li possiede. Per il momento, ciò non avviene, ed è un peccato perché le prime battaglie potevano essere l’occasione ideale per presentare qualche membro del cast in più, invece di concentrarsi su coloro che avevano già avuto modo di farsi conoscere dal lettore.

In compenso, abbiamo un appellativo denigratorio, Deku, diventato poi un soprannome affettuoso, e tanti aspiranti Hero con affascinanti costumi che aspettano soltanto di entrare in azione, mentre i primi veri Villain pianificano il loro attacco…

 

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