Captain Phasma #2, copertina di Paul Renaud

Star Wars è una fucina di storie. L’universo creato da George Lucas più di quarant’anni fa è diventato, con il passare del tempo, una vera e propria realtà in perenne movimento, con racconti canonici e miti che continuano a fornire nuovo propellente e fascino. Avendo diversi personaggi più o meno centrali all’interno dei singoli racconti, riuscire a incasellarli tutti con coerenza rappresenta un lavoro vicino a quello degli orologiai, dove ogni tassello ha una sua identità e collabora a rendere più affascinante l’insieme, rispettando le gerarchie tra i diversi media.

Per questo motivo, quando ci si approccia alle storie legate alla saga costituite da nuvole e inchiostro, è necessario tenere ben presente due fattori fondamentali, a prescindere dai protagonisti: da un lato esse non forniranno mai un vero e proprio passo avanti nella continuity cinematografica (filone narrativo principale, da sempre); d’altro canto, la maggior libertà nell’esplorare mondi e personaggi visti solo di sfuggita sul grande schermo fornirà sempre un’approfondimento nella lore del mondo, soddisfacendo comunque la curiosità di tanti appassionati.

Dopo aver pubblicato la storia in due brossurati da edicola nell’ambito dell’iniziativa Verso Star Wars: Gli ultimi Jedi, Capitano Phasma è il volume di Panini Comics che raccoglie in un’unica soluzione i quattro episodi della miniserie americana Captain Phasma, scritta da Kelly Thompson (Uncanny X-Men) per i disegni del nostro Marco Checchetto (Obi-Wan & Anakin), affiancato ai colori da Andres Mossa (Senzanima). Con questa storia, il lavoro degli autori sposta il punto di vista su un personaggio apparentemente secondario, partendo da un casus belli inerente al film Il risveglio della Forza per poi spostarsi su tutt’altri binari.

Captain Phasma #3, copertina di Paul Renaud

Quando fu mostrata per la prima volta, l’ufficiale del Primo Ordine venne identificata dai fan come fosse il “nuovo Boba Fett”, destinata a rappresentare un polo carismatico nonostante il probabile scarso minutaggio sul grande schermo. Una volta uscito il film, però, tali aspettative non hanno visto un effettivo riscontro nella realtà, con il Capitano sicuramente ben accolto ma percepito come meno incisivo del previsto. Tenendo presente questo presupposto, il lavoro fatto dagli autori del fumetto ha contribuito a creare una vera e propria identità a un individuo/maschera che, al termine della pellicola, era rimasto piuttosto anonimo.

Il volume si apre nei minuti che precedono la distruzione della Base Starkiller: sono momenti concitati, e da quelle pagine nascerà lo spunto per dirottare la storia altrove, abbandonando il gancio con il film per appoggiandosi a una vicenda, almeno in apparenza, più grande e dagli scenari maestosi, tanto da decidere il destino di un intero pianeta. La storia scaturisce da una caccia all’uomo: secondo il capitano, il Tenente Rivas sarebbe colpevole della resa agli incursori della Resistenza, con conseguente abbassamento degli scudi. La donna intende punirlo per le sue azioni, ma, come scoprirà nel prosieguo, non sarà così semplice.

La trama imbastita dalla Thompson concretizza un dilemma etico molto importante, andando a scavare nella personalità e nelle motivazioni che spingono i villain verso il conseguimento dei loro piani. L’intero racconto alterna costantemente momenti di positività e forte negatività, lasciando il lettore in bilico: il Capitano Phasma è davvero così malvagio o forse c’è altro a muovere i suoi passi? Se escludiamo figure di primo piano come Darth Vader e Kylo Ren, il punto di vista del nemico è stato raramente esplorato nei film di Star Wars, e la grammatica narrativa scelta dagli autori di questo fumetto rende onore alla tridimensionalità del personaggio, offrendo scelte coerenti dall’inizio alla fine.

Captain Phasma #4, copertina di Paul Renaud

I disegni di Checchetto e i colori di Mossa sono una gioia per gli occhi, senza mezzi termini. Le tavole sono sempre molto dettagliate, sopra le righe e spettacolari. Nonostante Phasma abbia il volto coperto, l’espressività del corpo e le interazioni con un comprimario che l’accompagnerà per buona parte delle pagine offrono ai lettori un’esperienza coinvolgente e convincente. Il mondo su cui avviene il confronto tra cacciatrice e preda è realizzato con una caratterizzazione di altissimo livello, confermando il character design e il world building come aspetti centrali anche quando l’oggetto della creazione sembra decisamente secondario.

Capitano Phasma è un volume che aggiunge un tassello piccolino, autoconclusivo per necessità narrativa, ma sicuramente luminoso per qualità delle idee e della realizzazione. Con il senno di poi, conoscendo l’evoluzione del personaggio nell’ultimo film della saga Gli ultimi Jedi, la storia raccontata originariamente dalla Marvel rappresenta un meritato momento da protagonista su un palcoscenico già saturo di stelle.