Zerocalcare - Scavare fossati, Nutrire coccodrilli, locandina di Zerocalcare

Fino al prossimo 10 marzo, il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma ospiterà Zerocalcare: Scavare fossati – nutrire coccodrilli, mostra personale di Michele Rech che propone un’ampia retrospettiva sulla sua carriera di fumettista e illustratore, con i lavori nati sul web, le produzioni relative al mondo dell’impegno sociale e quelle nate nel contesto musicale a esso legato, iniziate molto prima dell’arrivo della fama di cui gode ora.

Il percorso espositivo a cura di Giulia Ferracci, realizzato in collaborazione con Silvia Barbagallo, è suddiviso in quattro nuclei tematici interconnessi tra loro, ognuno caratterizzato da tavole e illustrazioni molto diverse tra loro, che nell’insieme restituiscono un ritratto interessante e nient’affatto scontato del fumettista di Rebibbia.

L’ingresso del padiglione dedicato alla mostra rappresenta, probabilmente, l’unica vera criticità dell’allestimento: la corposa biografia dell’autore scritta da Oscar Glioti, esposta lungo la rampa di scale d’accesso alle opere, che per essere letta per intero rallenta il flusso del pubblico, con conseguente fila all’esterno dell’edificio.

Gli interessanti testi introduttivi e l’enorme murales raffigurante un mammut identico a quello realizzato a Roma fuori la fermata della Metro B “Rebibbia” accolgono i visitatori e rendono immediatamente chiara l’idea della personalità dell’autore e della sua visione del mondo.

 

 

La vita di Zerocalcare viene raccontata di pari passo con gli eventi che hanno segnato la cronaca italiana e internazionale degli ultimi trent’anni: una scelta coinvolgente che contestualizza l’autore in un panorama molto più ampio, focalizzando l’attenzione su come il lavoro creativo possa nascere in risposta a forti stimoli esterni.

Entrando nel secondo ambiente, quello dedicato alla mostra vera e propria, il colpo d’occhio è impressionante: l’enorme muro d’ingresso riporta tutte le illustrazioni di manifestazioni e concerti realizzate da Rech, mentre la parete di fronte ospita il cuore disegnato sulla locandina ma sviluppato in orizzontale, una combo assolutamente d’effetto che avvolge la folla presente.

 

 

La prima area tematica vera e propria, Pop, è dedicata al pubblico figlio degli anni Ottanta: un’intera generazione che ha visto lentamente svanire le proprie certezze raccontata attraverso citazioni di videogiochi, cartoni animati, film e fumetti. Qui è dove è possibile percepire uno dei conflitti ricorsivi della storia, quello generazionale, visto dagli occhi di un uomo colto nel mezzo dai genitori più anziani; in questo caso la madre di Zerocalcare, che mal digerisce la tecnologia, e i ragazzini dei giorni nostri incarnati dal giovane Blanka, a cui l’iterazione a fumetti dell’autore ha dato ripetizioni di scuola e “di vita” per tanti anni.

Proseguendo nel percorso si arriva a Lotte e Resistenze, un ritratto della società che sta vivendo una crisi profonda appena oltre il nucleo ovattato della famiglia. Qui l’artista romano enfatizza l’attenzione sull’impegno civile e sociale, sulla cultura underground e sulla coscienza politica. Zerocalcare stesso ha specificato più volte che questa è la parte più “rischiosa” dell’intera area, perché mette sotto i riflettori un lato della sua personalità di uomo e artista piuttosto estremo, che ha colto di sorpresa alcuni suoi lettori abituati ai suoi lavori da fumettista.

Non-Reportage, terza suddivisione interna della mostra, ha al suo interno tutte le opere realizzate per raccontare ciò che Michele Rech ha vissuto in prima persona: dal G8 di Genova all’esperienza a Kobane, la cronaca viene filtrata dallo sguardo dell’autore, che offre ai lettori delle storie a metà tra il reportage vero e proprio e il diario personale, creando un ponte empatico molto forte con chiunque si soffermi ad approfondirne i contenuti.

Quarta sezione, che in realtà rappresenta il vero “cuore” dell’intera selezione, è Tribù, ovvero la produzione legata alla cultura Punk, alla filosofia straight edge e a tutte quelle cose che possano declinare il senso di famiglia anche al di fuori delle mura casalinghe, dove il senso di appartenenza è qualcosa di tangibile, declinato in stili di vita condivisi da più persone.

 

 

La sensazione, al termine del percorso, è quella di aver vissuto un’esperienza molto intima, in cui Zerocalcare ha davvero voluto mostrare ogni lato di sé, dal più personale a quello più noto. C’è una forte idea di percorso, di cambiamenti più o meno repentini all’interno della produzione e, soprattutto, di costante consapevolezza. L’autore è sempre fortemente calato come uomo e come artista all’interno di ciò che vuole raccontare, confermando ancora una volta quella sensazione di profonda personalità dietro alle sue opere edite da BAO Publishing.

Zerocalcare: Scavare fossati – nutrire coccodrilli pone un punto fermo nella carriera del fumettista, mostrando agli occhi del grande pubblico quanto lavoro ci sia dietro una produzione artistica contemporanea – sia essa una storia o una singola illustrazione – confermando il linguaggio del Fumetto come uno dei più trasversali e universali esistenti al mondo.