Thor #1, anteprima 01

Un nuovo inizio per il mitico Thor, che, saldamente nelle mani di Jason Aaron, continua la sua epica cavalcata tra una fase e l’altra della Casa delle Idee, sin dal 2012 con il rilancio Marvel NOW!.

Seppur privo di Mjolnir, il Figlio di Odino è tornato a essere il Dio del Tuono, riprendendosi il manto portato fino a poco fa dalla (lei sì) degna Jane Foster, la quale ha sconfitto Mangog sacrificando proprio il mistico martello di uru. La ricostruzione di Asgardia e l’ombra lunga di Malekith che si allunga sui Dieci Regni sono le principali preoccupazioni del Nostro. Il Ponte Arcobaleno è inoltre andato distrutto, e ciò ha impedito al Tonante di arginare l’avanzata del re degli elfi oscuri nei vari regni.

Un aiuto inatteso arriva dal fratellastro Loki, tendenzialmente la figura meno indicata per gestire una situazione delicata. Grazie alle abilità del Dio degli Inganni, però, Thor può ora intraprendere un viaggio in compagnia del suo capro e del mastino Thori alla volta di Hel; qui le orde di demoni della Regina della Cenere sono pronte a sferrare il loro letale e decisivo assalto.

Nonostante le varie ripartenze, la serie non ha mai subito flessioni, mantenendo costante la sua elevata qualità. Il merito di questa incredibile costanza va ricercato nell’estro e nella bravura di Aaron che, rinnovando di volta in volto il taglio di questo fumetto, ha costruito una saga articolata e ricca di colpi di scena. Sin dalle prime battute, questo ennesimo nuovo ciclo di storie mostra evidenti segnali di cambiamento: l’urgenza e l’intensità della situazione sono bilanciate da una vena comica inedita ma assolutamente funzionale. Sfruttando lo status quo dei vari protagonisti, infatti, l’attuale scrittore di Avengers imbastisce siparietti divertenti (come la sequenza iniziale dei martelli) che non stonano con il contesto e, anzi, implicitamente ne esaltano il pathos.

Thor #1, anteprima 02

Non è azzardato accostare queste storie alla terza pellicola di Thor, diretta da Taika Waititi, visto l’ampliamento dello spettro emozionale che comportano. Ovviamente, non manca una preminente attitudine action che, soprattutto nel secondo capitolo, I figli di Odino sono tornati, imprime un’accelerata decisa al racconto e arricchisce il finale di sconvolgenti ritorni. La lettura dei primi due numeri di Thor vi saprà conquistare con una massiccia dose di scontri epici e colpi di scena, dunque, ma vi farà anche ridere di gusto come mai accaduto prima d’ora leggendo questa testata.

A suggello dell’ottima impressione destata da Aaron, giunge la prova di Mike Del Mundo: la simbiosi tra lo scrittore di Scalped e l’artista canadese – nata sulle pagine di Weirdworld – è perfetta sin dalle prime vignette. Aaron utilizza una prosa più asciutta che non vada ad appesantire la narrazione, già fisiologicamente rallentata dallo stile plastico di Del Mundo e dalle colorazioni corpose di Marco D’Alfonso. L’estetica della serie è decisamente accattivante, ideale per una storia fresca e appassionante che nelle sue molteplici incarnazioni non ha mai perso un’oncia del proprio fascino.

Il primo dei due spillati finora proposti da Panini Comics si chiude con una toccante storia ambientata eoni nel futuro, i cui protagonisti sono l’anziano Re Thor e le sue tre nipoti Atli, Ellisiv e Frigg. È giunto il momento di accomiatarsi da chi ha riportato la vita su Nuova Midgard, ma non c’è tempo per le lacrime a causa dell’avvento di un personaggio dall’aspetto familiare quanto sconvolgente. In grazia di Thor è un racconto breve di grande impatto, reso superbo dalla splendida arte di Christian Ward.

Tramite le sue diverse collaborazioni, Aaron sta gettando le basi per qualcosa dall’enorme portata. In attesa di conoscere cos’abbia in serbo lo scrittore per il futuro dell’Universo Marvel, godiamoci il meraviglioso ritorno di Thor, di nuovo protagonista di una serie da non perdere.