Oudeis 2

Il Viaggio è uno dei temi che fa da spina dorsale alla Letteratura mondiale sin dalla sua nascita. Lo spostamento del singolo o di un intero popolo, sia esso reale o metaforico, è sinonimo di crescita e cambiamento, opposto alla stasi che deriva dal fossilizzarsi nello stesso luogo o nelle stesse idee per tutta la vita. Volendo scegliere due opere che hanno fatto da apripista a tale paradigma, l’Odissea di Omero e il capitolo biblico dell’Esodo rappresentano l’apice di quell’esperienza rispettivamente individuale o collettiva che tanto affascina la mente umana fin dall’alba dei tempi. Proprio la vicenda che vede protagonista Ulisse ha fatto da base per la realizzazione di Oudeis, opera a fumetti di Carmine Di Giandomenico (Flash) che racconta una storia piena di dubbi, debolezze e umanità.

Oudeis è un’epopea che nasce più di dieci anni fa con saldaPress, la quale pubblicò separatamente i primi due capitoli. Successivamente, un silenzio lungo diversi anni viene rotto nel 2016 durante la manifestazione Teramo Heroes, dove l’autore abruzzese si cimenta in una performance live inedita: realizzare le cinquantasei tavole del terzo capitolo in meno di quarantott’ore, diventando il disegnatore più veloce del mondo.

Nell’edizione omnibus della storia presentata a Lucca Comics & Games 2018, l’editore emiliano ha raccolto i tre capitoli in un corposo cartonato che, nel suo insieme, rappresenta una cornucopia di stili ed emozioni, mettendo un punto fermo a un fumetto che è nato e maturato insieme al suo ideatore. Oudeis è figlio di un percorso travagliato: dilatato nel tempo e “ridotto” a tre volumi, dopo l’iniziale previsione di dieci, ma ciò non ha impedito a Di Giandomenico di realizzare una storia che abbia una sua “chiusa” in modo coerente e soddisfacente rispetto alle intenzioni iniziali.

Che storia vive Oudeis? Difficile da spiegare, perché la strada scelta è più vicina al percorso di vicinanza emotiva che alla razionale successione degli eventi. Proprio come il protagonista, anche il lettore vivrà una serie di sconvolgimenti più o meno difficili da metabolizzare, con il fil rouge dell’Odissea che fa da canovaccio per la successione di alcune scene. Di Giandomenico, infatti, non realizza un remake dell’epica antica: ne prende alcune suggestioni e le declina in qualcosa di profondamente diverso, figlio del presente.

Proprio come Ulisse, anche Oudeis vuole tornare a casa, a .it, e per farlo dovrà vivere una serie di avventure con fortissime influenze cibernetiche, affiancato da compagni di viaggio che avranno un ruolo importante nella vicenda; allo stesso tempo, però, l’autore sceglie il medium Fumetto per sfruttarlo fino in fondo, creando qualcosa non descrivibile unicamente a parole. Ogni elemento presente nelle tavole meriterebbe un’analisi approfondita: la natura duale del racconto (reale e “onirica”), cosa incarnano le figure incontrare lungo il cammino e il loro senso nella ricerca più importante compiuta da Oudeis, quella relativa alla propria identità. Quando si parte a ritroso ricomponendo i segni residui di una tabula rasa come fossero tessere di un mosaico è facile cadere in scomodi fraintendimenti, per questo motivo il percorso del protagonista verso casa è sempre più difficile, pagina dopo pagina, porto dopo porto.

Di Giandomenico è un autore “fisico” che ama sporcarsi le mani per realizzare la sua arte, cercando di allontanare continuamente i limiti personali e quelli del linguaggio che sceglie. Le prime due porzioni del volume presentano numerosi esperimenti sotto il profilo della regia, con gabbie che esplodono e trovate grafiche che diventano materiale narrativo, il tutto realizzato con tecniche sì tradizionali ma declinate in modo decisamente avveniristico per l’epoca. L’ultima parte, quella realizzata durante la performance teramana, è qualcosa di profondamente diverso, e la scelta di creare uno stacco così forte dal resto del volume è coraggiosa. In quell’occasione il fumettista ha disegnato e colorato con qualunque cosa gli capitasse sottomano: matite, pennarelli, varechina e chi più ne ha più ne metta. Senza anticipare nulla, questa scelta di rottura è perfettamente comprensibile visto ciò che l’autore va a raccontare, qualcosa di tanto ancestrale quanto intimo, personale, in cui le forme si fanno stilizzate e tutto diventa più universale e condivisibile, come le idee di Amore e Casa.

Il tratto di Di Giandomenico è tra i più distinguibili del panorama mondiale. A prescindere dal mercato americano (con Marvel e DC Comics) o italiano (con saldaPress, Sergio Bonelli Editore e Magic Press), il fumettista teramano ha sempre aggiunto qualcosa di profondamente autoriale alle storie che ha firmato: la recitazione dei personaggi, la dinamicità dell’azione e, più in generale, quel tocco di poesia che rendono i suoi volti differenti da quelli di qualunque altro artista.

Se amate i fumetti scritti e disegnati “di pancia” carichi di personalità e poco in linea con gli stilemi narrativi delle opere destinate al grande pubblico, in grado di toccare le corde più profonde dell’anima, non dovete lasciarvi sfuggire questa edizione Omnibus di Oudeis.