Nel 1933, lo scrittore ed editore Harry Steeger crea The Spider, un playboy milionario di nome Richard Wentworth, nonché ex reduce di guerra che combatte la criminalità di New York nei panni di un vigilante mascherato.

Tale personaggio, fin troppo debitore di The Shadow, ottiene un grande successo tra i cosiddetti pulp magazine e vengono pubblicate, tra il 1933 e il 1943, ben 118 novelle che lo vedono come protagonista. Uno dei lettori di questi romanzi pulp è Stan Lee.

 

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Anni ’50: Joe Simon e Jack Kirby sono lo scrittore e il disegnatore di punta della casa editrice Crestwood Publications. Il titolo di maggior successo si intitola Black Magic, per il quale i due propongono un nuovo super eroe chiamato Silver Spider, che trae i suoi poteri da un anello magico. Per ragioni ignote, questo nuovo eroe non vedrà mai la luce. Simon e Kirby rielaborano dunque queste loro idee qualche anno dopo, tramite il personaggio The Fly, le cui avventure vengono pubblicate da Archie Comics a partire dal 1959.

Amazing Fantasy #15, copertina di Jack Kirby

Agosto 1962: Stan Lee è in cerca di un’idea per un nuovo super eroe, dopo il successo di Fantastic Four. Una caratteristica del fumetto di allora, figlia della Golden Age, è la figura del sidekick, il giovane aiutante del super eroe; consuetudine che a Lee non piace. Secondo lo scrittore, anche un giovane ragazzo, un adolescente, può diventare un super eroe, senza dover essere necessariamente la spalla di qualcuno.

Ricordando i romanzi pulp di The Spider letti da ragazzo e – se crediamo anche a questa versione raccontata da Lee più volte – traendo ispirazione vedendo un ragno che si arrampicava su una parete, lo scrittore crea nella sua mente Spider-Man.

“Spider-Boy” viene subito scartato come nome poiché ricorda troppo l’immagine del sidekick (che avevano quasi tutti il suffisso “boy” nei loro alias). Inoltre, il suffisso “Man” intende sottolineare come questo paladino adolescente sia alla pari degli altri super eroi.

Lee porta la sua idea all’attenzione di Martin Goodman, il quale però non ne è affatto entusiasta: il nome, innanzitutto, è troppo simile a Superman, un teenager adolescente non può certo diventare un grande super eroe e soprattutto… come può la gente affezionarsi a un personaggio simile, visto che tutti odiano i ragni?

Lee controbatte dicendo che è proprio sua intenzione rendere quel personaggio il più umano dei super eroi, qualcuno che si preoccupa anche dell’acne giovanile e di non riuscire a trovare una ragazza. L’uomo comune che all’improvviso scopre di avere dei super poteri e decide di metterli al servizio del bene.

Dopo ripetute discussioni, Goodman accetta di dare una possibilità al personaggio nel quindicesimo numero di una testata antologica dal titolo Amazing Adult Fantasy. Proprio per quell’uscita, la serie cambia titolo in Amazing Fantasy e progetta di continuare. Questo fatto ci tornerà utile per dopo.

Per il design del personaggio, Lee si rivolge in prima battuta a Jack Kirby. La cosa non deve stupire, poiché Il Re è l’artista di punta della Marvel ed è a lui che all’epoca vengono affidati tutti i nuovi progetti.

Amazing Fantasy #15, copertina di Steve Ditko

Kirby, ricordandosi del personaggio di Silver Spider mai pubblicato dalla Crestwood Publications, parla insieme a Lee di questo nuovo super eroe. Un abbozzo di storia viene concepito – è da presumere, abbastanza simile a quello che sarà poi il risultato finale – e l’artista ne realizza le prime sei pagine. Rimane comunque l’idea che, in questa prima versione, Spider-Man tragga i suoi poteri da un anello magico da lui ritrovato. Inoltre, il personaggio agisce in abiti civili e non si vede alcun costume.

Lee esamina queste pagine e non le trova soddisfacenti: il personaggio ritratto da Kirby ha fattezze e movenze fin troppo “eroiche”, non rimanda affatto all’immagine dell’uomo comune che desidera.

Il Sorridente informa in un primo momento Steve Ditko che sarà l’inchiostratore della storia. Quando gli viene detto dell’anello magico, Ditko fa notare come questo ricordi The Fly. Quando Lee ritorna da lui, Ditko da inchiostratore è passato a disegnatore della storia.

L’artista idea il costume, il simbolo del ragno sul petto e i lanciaragnatele. Insieme all’artista Eric Stanton, con cui condivide uno studio a Manhattan, firma alcuni storyboard che conquistano Lee, il quale riprendendo il soggetto ideato – forse anche con il contributo di Jack Kirby – e lo rielabora sostituendo l’anello magico con un ragno radioattivo. La sinossi viene disegnata da Ditko con il cosiddetto Metodo Marvel, ossia con Lee che aggiunge alla fine i dialoghi e le didascalie e apporta alcune correzioni.

La copertina ideata da Ditko, tuttavia, non piace a Lee, che ne chiede una a Kirby, la quale viene accettata (l’immagine che tutti conosciamo).

La storia così concepita viene infine pubblicata su Amazing Fantasy #15. Questo è in realtà l’ultimo numero della serie ma, siccome la decisione di cancellarla arriva dopo che è ormai andato in stampa, nell’editoriale si afferma che le storie di Spider-Man continueranno mensilmente su questa testata antologica. Avete infine scoperto quale fosse l’importante messaggio – pubblicità ingannevole verrebbe quasi da dire – che viene strillato in copertina.

Con Spider-Man, Stan Lee amplia ulteriormente la filosofia dei super eroi con super problemi, poiché chi ha grandi poteri inevitabilmente prima o poi apprenderà che da essi derivano anche grandi responsabilità… e tragiche sconfitte, come afferma la didascalia nell’ultima pagina della storia.

Quando alcuni mesi dopo Martin Goodman riceve i dati di vendita dell’albo, scoprendo che è stato uno dei più venduti, autorizza subito Lee a varare una nuova testata dedicata all’eroe che a suo dire nessuno avrebbe apprezzato: Amazing Spider-Man.

Il primo numero esce nel marzo 1963 e il team creativo è lo stesso di Amazing Fantasy e tale rimarrà… fino a un inevitabile dissidio.

 

Stan Lee meets Spider-Man #1, copertina di Olivier Coipel