Giunge al terzo capitolo, presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2018 e in uscita a febbraio 2019, l’interessante percorso di crescita fumettistica che conosciamo con il nome di Blackbox. Tre volumi in tre anni. Dopo Futura memoria, che poneva le basi di un progetto di narrazione distopica con un passo narrativo pacato e con atmosfere visive e di trama non sempre chiarissime, che facevano temere la dispersione di buone idee in un prodotto ancora acerbo, sono giunti buoni segnali di crescita con Innocenza meccanica, il secondo capitolo, che manteneva i pregi di un’ambientazione affascinante, rendeva più dinamico lo scorrere degli eventi e ripuliva il disegno dalle nebbie che lo rendeva poco amichevole ed immediato.

Eterna ribellione prosegue nel solco di maturazione che ha alle spalle e ci mostra un Giuseppe Grossi narratore per davvero, non privo di qualche ingenuità e di momenti di fretta, ma ormai molto a suo agio nel dettare i tempi di questa vicenda spuria e volutamente miscellanea, di questa distopia steampunk buia e spietata. Il passato dei personaggi ci è ormai noto, così come quello della terrificante città di Ecrònia, patria senza virtù se non la forza, che costringe le generazioni dei suoi figli a guerre fratricide e programmate che permettano solo al sangue migliore e più combattivo di sopravvivere, imponendo una crudele selezione darwiniana. Ormai possiamo concentrarci sul presente di Isaac, il protagonista di fatto di una storia che ha comunque un sapore di comunità e rimane il ritratto di una nazione; sventurata, apparentemente senza speranza, si prepara alla battaglia.

Ed è proprio la guerra, dopo tanta preparazione, a scoppiare sulle pagine disegnate da Lorenzo Scipioni, molto a suo agio con le atmosfere e con le espressioni dei soldati, finalmente sul campo di battaglia. Permane qualche ingenuità di regia, sottolineate dalla gestione delle scene di azione. Non sempre il disegnatore sceglie l’inquadratura che gli facilita la vita in termini di resa spettacolare della scena e di equilibrio tra rispetto delle anatomie e composizione della vignetta, ma stiamo davvero facendo le pulci ad Eterna ribellione.

Questo nuovo volume della serie, intelligentemente, fa sì che il conflitto che permea le fondamenta della città di Ecrònia sia il luogo in cui si risolvono gli odi personali, in cui si disciolgono i rapporti e le relazioni, in cui si manifesta la vera natura dei personaggi che abbiamo visto sinora. Un’idea di trama che sembrerebbe scontata, dato che la guerra è l’essenza stessa della società immaginata da Grossi; ma utilizzarla in maniera così coerente e organica nella definizione finale dei personaggi è una mossa da architetto di storie vero. Difficile non esserne compiaciuti, così come più godibili rispetto al passato sono i dialoghi di questa terza parte di Blackbox, sempre più ripuliti dalla macchinosità degli esordi.

Il fumetto targato Hyppostyle sta quindi mantenendo tutte le promesse, consegnandoci qualcosa che da progetto con del potenziale è diventato un interessante laboratorio da seguire. Una crescita niente male, per dei fumettisti giovani come quelli che ne compongono il team creativo.