Dopo la trilogia Una vita cinese, di Li Kunwu, l’encomiabile add editore prosegue la pubblicazione in Italia di titoli molto interessanti della Nona Arte provenienti da svariate regioni dell’Estremo Oriente, raccolti all’interno del progetto Asia, curato da Ilaria Benini.

Una delle ultime proposte della collana, presentate a Lucca Comics & Games 2018, è I miei anni ’80 a Taiwan, scritta e disegnata da Sean Chuang. Il volume in oggetto contiene il primo dei due capitoli che costituiscono l’originale graphic novel ‘80s Dairy in Taiwan, uscita nel 2013 per la casa editrice taiwanese Dala Publishing Company.

Dalla Cina continentale di Kunwu, ci spostiamo dunque nell’ex isola di Formosa, ma per poter comprendere al meglio l’opera di Chuang è doveroso un breve inquadramento storico e politico del Paese, a cominciare dagli albori del secolo passato. L’alleanza che aveva portato al crollo dell’impero Quiong e al sorgere della Repubblica di Cina si fondava sul sodalizio tra il Partito Nazionalista del Kuomintang (KMT), con a capo Chiang Kai-shek, e quello Comunista (PCC), guidato da Mao Zedong. La fragile intesa venne meno nel 1927, anno in cui scoppiò la Guerra Civile Cinese, che si concluse alla fine degli anni 40, con fasi alterne di tregua, se non addirittura di collaborazione tra le due opposte fazioni. C’era infatti un nemico comune da combattere, l’invasore giapponese, poi sconfitto al termine della Seconda Guerra Mondiale. Espulse dal territorio le armate nipponiche, il KMT e il PCC ripresero immediatamente le ostilità nel 1946, il primo appoggiato dagli Stati Uniti, il secondo dall’Unione Sovietica. Il 1° ottobre 1949, Mao Zedong stabilì il governo a Pechino, proclamando la nascita della Repubblica Popolare di Cina, mentre Chiang Kai-shek riparava a Formosa, ribattezzata Taiwan, dando vita a uno stato contrapposto con il nome di Repubblica di Cina, con capitale Taipei. Dopo una non breve fase di regime ferreo, contraddistinto dalla legge marziale, Taiwan si è progressivamente aperto all’Occidente; aiutato dal colosso statunitense, ha conosciuto una rapida crescita economica dagli anni ’70 fino ai giorni nostri, detenendo tuttora un ruolo trainante nel settore informatico ed elettronico.

Il decennio raccontato da Chuang rappresenta nella maniera più significativa il cambiamento di cui sopra, testimone dell’abolizione della legge marziale e di altre norme restrittive della libertà individuale. I miei anni ’80 a Taiwan è il terzo fumetto dell’autore, noto in patria anche per la sua carriera ventennale di regista pubblicitario. L’opera illustra con un’ironia e un umorismo efficaci e dirompenti la vita del protagonista, dall’adolescenza alla sua maturità di marito e padre. La leggerezza della narrazione è controbilanciata sempre da un velo nostalgico che permea i ricordi di Chuang.

La suggestione indiscutibile delle tavole, che denotano una straordinaria competenza in fatto di dinamicità, montaggio e inquadrature, è insita nella genuinità dei contenuti, nell’immediatezza delle scene, nell’intensità espressiva dei personaggi e nella forza emotiva degli eventi riportati, talvolta esasperati fino alla parodia. Questo effetto davvero d’impatto è possibile grazie anche a un tratto dotato di grande personalità e freschezza, frutto di un innegabile talento.

Il valore di questo piccolo gioiello narrativo è quello di riuscire a offrire molteplici piani e chiavi di lettura, rivolgendosi al più vasto pubblico possibile. In particolare, coloro che hanno vissuto da ragazzi quegli indimenticabili anni, nonostante la distanza geografica e le differenze culturali, ritroveranno in queste pagine se stessi e la loro gioventù, immedesimandosi nelle varie vicende esposte, dagli aneddoti scolastici all’adorazione per i Super Robot giapponesi, dalla leggenda di Bruce Lee alla breakdance.