Lupin Avventura Italiana

A trent’anni dalla conclusione della sua terza serie televisiva, nel 2015 Lupin III è tornato in TV con L’avventura italiana. Non si può certo dire che il Ladro Gentiluomo sia stato lontano dal piccolo schermo, visto che gli special animati hanno continuato a uscire a cadenza annuale, ma un prodotto continuativo come questo – che rappresenta una sorta di “ritorno alle origini” – ha certamente suscitato grande attenzione.

Gli spettatori del nostro Paese sono certamente quelli che hanno accolto con maggior entusiasmo il progetto, essendo una co-produzione italo-nipponica nata da una collaborazione tra TMS Entertainment e Mediaset. La quarta serie del personaggio ideato da Monkey Punch è infatti ambientata nella nostra penisola, e questo ne ha garantito la trasmissione in anteprima mondiale.

Purtroppo, l’eccitazione iniziale è andata scemando a causa dell’improbabile messa in onda da parte di Italia 1, che dopo una prima serata fuori dall’ordinario ha relegato l’anime a notte fonda, spesso senza rispettare gli orari annunciati (differenti ogni settimana). Inoltre, dopo qualche mese la serie ha debuttato in Giappone rivelando due differenze non di poco conto: alcuni disegni e animazioni considerati non all’altezza erano stati realizzati da capo, mentre l’anonima colonna sonora della nostra versione è stata sostituita da ispirati arrangiamenti dei temi classici composti per l’occasione da Yuji Ohno.

Se ne deduce che “l’anteprima” italiana sia stata in realtà la proposta di un prodotto incompleto, consegnato in tutta fretta per rispettare scadenze e accordi. Il principale rammarico è legato al fatto che difficilmente sarà mai realizzato un nuovo montaggio dell’audio per affiancare il nostro doppiaggio alla colonna sonora definitiva.

Considerando l’hype che portava con sé questa quarta serie animata di Lupin III (escludendo dal conteggio lo spin-off adulto La donna chiamata Fujiko Mine), risulta comprensibile la volontà di comporre uno staff numeroso. La ricchezza dei vari contributi artistici permette all’anime di non sfigurare, se accostato ai suoi predecessori, evitando il rischio che questa pluralità di voci rendesse i vari episodi poco omogenei tra loro. La storia offre una continuity orizzontale con cui il Ladro Gentiluomo non si era mai confrontato prima, e il risultato decisamente positivo: l’alternanza tra vicende che portano avanti la trama principale ed episodi autoconclusivi è efficace, cosa che consente agli autori di soffermarsi su determinati personaggi e temi nelle singole puntate, riuscendo inoltre a conferire una forte identità del progetto.

La rappresentazione dell’Italia avviene attraverso gli elementi caratteristici per cui il nostro Paese è noto in tutto il mondo: Calcio, mafia, buon cibo, Cinema, moda e Arte, ma non passa inosservata l’ampia documentazione che ha permesso di ricreare le ambientazioni in maniera fedele, soddisfacenti anche per noi locali.

I nuovi ingressi sono rappresentati da personaggi ingegnosi e in grado di aggiungere qualcosa al cast già noto: Rebecca Rossellini è una valida “rivale” di Fujiko che vuole tutte le attenzioni di Lupin per sé, mentre Nyx è un agente segreto del MI6 che rappresenta una nuova minaccia per i protagonisti. Dal canto suo, l’Ispettore Zenigata, viene tratteggiato in modo abbastanza serio, limitando i suoi momenti comici.

L’idea di un redivivo Leonardo da Vinci come antagonista è suggestiva, ottima nel suo integrare all’interno della trama un ulteriore elemento della cultura italiana, ma la resa è altalenante; inoltre, dopo la rivelazione della sua identità, il personaggio viene sfruttato al meglio solo nel capitolo finale.

Nella prossima pagina trovate una selezione dei tre episodi più meritevoli de L’Avventura Italiana.

 

 

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