Nell’ormai lontano 1992, l’esordio di Spawn spaccò il mondo del Fumetto americano: in un mercato monopolizzato dalle due major Marvel e DC Comics, la progenie infernale di Todd McFarlane riuscì a conquistare una grossa fetta di lettori, rapiti dall’oscura epopea di Al Simmons targata Image Comics. In seguito, all’interno vasto universo narrativo ideato dall’autore canadese, diversi sono stati i comprimari al centro di serie e miniserie personali, e tra loro c’è la coppia di detective più improbabile di New York: Sam Burke, poliziotto dal temperamento impulsivo ma estremamente intuitivo, e Twitch Williams, il miglior tiratore in circolazione, freddo e dall’approccio analitico.

Grazie ai loro difetti caratteriali e a un aspetto lontano dai canoni del genere, il loro è il volto più umano della saga. Apparsi sin dal primo numero di Spawn, i due poliziotti hanno sviluppato un rapporto molto stretto con l’hellspawn, ricalcando in parte le dinamiche tra Batman e il commissario Jim Gordon, e hanno dovuto affrontare minacce sia interne che esterne al corpo di polizia, in un crescendo di disavventure che li ha portati addirittura a lasciare il dipartimento.

Dopo un breve e infruttifero periodo come investigatori privati, a Sam e Twitch è stato chiesto di tornare in servizio. Ad attenderli, una missione tutt’altro che semplice: sulla scena di un delitto di stampo mafioso sono stati ritrovati quattro pollici appartenenti alla stessa persona; è solo il primo dei bizzarri misteri di un’indagine dalla quale emergeranno elementi sovrannaturali.

Panini Comics ha riproposto in due eleganti cartonati tutte le storie di Sam and Twitch. Nel primo tomo della Complete Edition sono raccolti i tredici episodi originali della serie, firmati da uno scrittore all’epoca emergente: Brian Michael Bendis. Prima dello straripante successo alla Casa delle Idee con Daredevil, Alias, Ultimate Spider-Man e Avengers, giusto per citarne alcuni, lo scrittore di Cleveland si cimenta in un poliziesco dalla forte connotazione orrorifica. In tal senso, i primi due storyarcUdaku e Stregoneria – poggiano su una solida trama perfettamente articolata e condita con la giusta dose di thrilling, mistero e humour nero.

Vista la poca esperienza, colpisce la grande capacità dello sceneggiatore di gestire tutti questi elementi senza mai perderne il controllo. Perfettamente fruibile anche senza aver mai letto la serie di Spawn, Sam and Twitch non ha bisogno di guest-star d’eccezione per tenere vivo l’interesse del lettore, potendo contare su personaggi profondi – sui quali lo sceneggiatore opera un notevole lavoro di introspezione psicologica – e su una costruzione della storia che si discosta parecchio da quelle dello stesso McFarlane.

Sebbene sia solo agli esordi, Bendis sfoggia la classe e le peculiarità che ne caratterizzeranno i lavori successivi: tavole dense di vignette e dal forte taglio cinematografico che imprimono alla narrazione un ritmo serrato e una regia originale; nel nono episodio della serie, intitolato Un giorno davvero brutto, abbiamo ad esempio una storia narrata tramite la soggettiva del protagonista, un piano sequenza a fumetti intenso ed esaltante.

Le intuizioni dello scrittore di Cleveland sono accompagnate dalle altrettanto ottime interpretazioni offerte da Angel Medina, Jamie Tolagson e Alberto Ponticelli. Lo stile del primo è il più vicino a quello di McFarlane, caratterizzato da una linea rotonda e un approccio grottesco che non a caso lo porteranno a lavorare proprio su Spawn; il tratto asciutto di Tolagson è invece perfetto per i toni assurdi dell’unica storia autoconclusiva del volume; mentre la prova dell’artista nostrano – ancora lontano dagli standard odierni – è quella meno convincente, presentando non poche incertezze.

Il primo volume della Complete Edition di Sam and Twitch è un acquisto obbligatorio per i fan di Brian M. Bendis, soprattutto per quelli che prediligono la sua vena noir.