Dopo l’epico finale in due parti della prima stagione, DuckTales torna con un episodio casalingo, che lascia intuire quella che potrebbe essere la tematica di fondo del prossimo anno e che riesce ad avere una deriva rocambolesca pur restando tra le mura di Villa de’ Paperoni.

Il titolo della puntata strizza l’occhio al racconto breve La partita più pericolosa, di Richard Connel, del quale sono stati realizzati diversi adattamenti cinematografici, l’ultimo dei quali diretto da John Woo e con Jean-Claude Van Damme.

 

Passo, giro, passo, giro, passo, giro, schivo e passo!

 

Per superare la trappola che spara frecce, Paperone e Qui seguono il ritmo della sigla di DuckTales (la musica si sente brevemente in sottofondo) facendo mosse simili al balletto con cui inizia il video della versione del 1987.

 

L’Idolo di Cibola non è un gingillo che si può raggirare rapidamente!

 

Nel prologo dell’episodio, la famiglia di paperi vuole mettere le mani sull’Idolo di Cibola, una statuetta dorata (nei fumetti è di smeraldo) già apparsa nella storia di Carl Barks intitolata Zio Paperone e le sette città di Cibola. L’intera sequenza è un’evidente rifacimento dell’inizio de I Predatori dell’Arca Perduta, ma si tratta di un “omaggio incrociato”: George Lucas e Steven Spielberg hanno infatti dichiarato di essersi ispirati proprio a quell’episodio a fumetti per concepire l’iconica scena d’esordio di Indiana Jones.

 

Ho aggiunto anche un raggio restringente.

 

Il Micro-fono Pitagorico, inventato da Archimede, ha anche la possibilità di rimpicciolire oggetti e persone, esattamente come un’invenzione apparsa nell’episodio Micro-paperi di un’Altra Dimensione della serie originale. Grazie a questo oggetto, l’inventore ha la possibilità di studiare (e incontrare) gli Archimediani, una popolazione che ha chiamato così ispirandosi ai Lillipuziani de I viaggi di Gulliver.

 

Ma a Zio Paperone non piacciono i frullati.

 

Durante il gioco dei mimi, Quo non riesce a cogliere quale personaggio Gaia stia cercando di fargli indovinare, ossia Zio Paperone. In lingua originale il nome dello Zione è “Scrooge”, cosa che rende questa scena un omaggio a Il canto di Natale, di Charles Dickens, nel quale durante un gioco un personaggio dovrebbe indovinare proprio Scrooge, ma fallisce.

 

Qui, mostragli cosa è in grado di fare un’esperta Giovane Marmotta!

 

Qui riesce ad abbattere un gigante usando le sue abilità di sarto, facendolo cadere legandogli gambe e braccia con ago e filo, esattamente come fa Topolino nel cortometraggio animato L’Eroico Ammazzasette.

 

Paperone e Paperino, circondate gli Archimediani a Piazza Barks!

 

Il gioco da tavolo Paperonopoli contiene alcune caselle che sono evidenti rimandi ai fumetti, come Piazza Barks, Viale Topolinia e Dawson (la città dove Paperone ha lavorato come cercatore d’oro).

 

– Sai come ho costruito la mia fortuna?

– Sì, essendo più duro dei duri e più intelligente degli intelligenti.

– E più furbo dei furbi…

 

Questo dialogo è ispirato alla famosa lezione appresa dal giovane Paperone dopo aver ricevuto un decino americano per aver lustrato degli scarponi, nel primo capitolo della Saga di Don Rosa, L’ultimo del clan de’ Paperoni. Va detto che nel fumetto non si fa riferimento all’intelligenza, dato che la frase esatta è: “Sarò più duro dei duri, più furbo dei furbi… e farò quadrare i miei conti!

 

BEHIND DUCKTALES: