Il decimo volume di The Don Rosa Library: Zio Paperone & Paperino segna il raggiungimento della metà del percorso della testata dedicata al popolare autore del Kentucky. L’albo vanta inoltre un altro importante traguardo, ovvero la conclusione dell’amata Saga di Paperon de’ Paperoni, con la pubblicazione dei suoi ultimi tre capitoli.

L’invasore di Forte Paperopoli ci mostra per la prima volta l’arrivo di Paperone in quella che sarà la città principale dell’universo a fumetti dei Paperi, qui ancora molto diversa da come la conosciamo oggi. L’arrivo del neo-miliardario sconvolgerà però la zona, visto che, dopo uno scontro con i Bassotti e Theodore Roosvelt (introdotto nel terzo episodio della Saga), deciderà di insediarsi sulla Collina Ammazzamotori e di costruire in quella sede il suo deposito. Il rocambolesco assalto al fortino è l’evento principale della storia, ma tra gli elementi più riusciti ci sono alcune pennellate di contorno, come il rapporto con le Giovani Marmotte e il divertente incontro tra Ortensia e Quackmore, i futuri genitori di Paperino.

Il Cuore dell’Impero è l’episodio più debole di questo decimo numero, realizzato per stessa ammissione dell’autore senza saper bene come raccontare quel lasso di tempo in cui Paperone si è arricchito costantemente con una serie di imprese in giro per il mondo. Vengono quindi inanellate una serie di conquiste che possono fare la gioia dei fan barksiani duri e puri (come lo stesso Don Rosa) ma che risultano abbastanza deboli per come sono presentate dal punto di vista narrativo.

L’unico aspetto che cattura emotivamente il lettore sono i retroscena immaginati dall’autore per la storia Paperino e il feticcio, in grado di giustificare alcune incongruenze, tra cui addirittura un atteggiamento spietato da parte del giovane miliardario.

Chiude l’epopea Il Papero più Ricco del Mondo, nella quale vediamo Paperone inizialmente ritratto come il Charles Foster Kane di Quarto Potere, vicino alla sua prima apparizione barksiana in Paperino e il Natale sul Monte Orso. L’incontro con i suoi nipoti e uno scontro con la nuova generazione di Bassotti lo rinvigorirà trasformandolo rapidamente nel papero avventuroso che ben conosciamo, una perfetta chiosa che collega questo “Scrooge Begins” all’intera produzione fumettistica disneyana.

A completamento del volume, una buona quantità di contenuti speciali, come copertine e vignette umoristiche a tema informatico (slegate dal mondo dei Paperi) realizzate da Don Rosa durante i suoi studi universitari.

Il materiale più prezioso è però l’albero genealogico dei Paperi, forse l’illustrazione più famosa dell’autore, qui accompagnata da un articolo di approfondimento in cui spiega quali personaggi ha dovuto escludere e quali inserire a fronte di pressioni esterne, rivelando le motivazioni di queste scelte.