PhonX è il titolo di un’opera di Paolo Bacilieri pubblicata a puntate nel 1995 sulla rivista Blue, edita da Francesco Coniglio. Dopo una prima ristampa proposta da Black Velvet nel 2011, Editoriale Cosmo porta ora in tutte le edicole e in formato bonellide il fumetto dell’autore originario di Verona nella sua collana I Grandi Maestri Special.

La vicenda scaturisce dal sequestro di Carmen Bone, ragazza dalla bellezza decadente. I suoi rapitori, Ignazio e Xhevair, sono stati assoldati dall’organizzazione per custodire la ricca ereditiera figlia del noto re del tortellino B.B. Bone. I due loschi figuri si dimostrano però ben poco affidabili come aguzzini, e Carmen, grazie alla sua malata sensualità e all’aiuto del fratello gemello Franz (con il quale sembra essere legata a livello psichico), ribalta la situazione a proprio vantaggio.

Partendo da una storia di chiara matrice noir, Bacilieri tinge la vicenda di venature erotiche conducendo i suoi personaggi attraverso episodi surreali con un taglio allucinato che rende la vicenda ancora più assurda. Il risultato è un ibrido narrativo che, attingendo da più fonti, denuncia la voglia di sperimentare e ricercare una poetica originale, una forma di fumetto con la quale assecondare una dirompente immaginazione. È giusto ricordare che, ai tempi della realizzazione di PhonX, l’autore veronese era agli inizi della sua carriera, una stagione in cui venivano rielaborate le lezioni di grandi autori del Fumetto italiano e in cui si avvertiva forte l’influenza di Andrea Pazienza.

Tanto nell’estetica del tratto quanto nell’adozione di un lessico ricercato e originale (che sfrutta assonanze e onomatopee per dialoghi deliranti), possiamo ricercare i richiami allo stile del Maestro di San Benedetto del Tronto. Sebbene rappresenti il riferimento più preminente, Pazienza non è l’unico: Franz, ad esempio, è un personaggio che rimanda all’immaginario narrativo di Filippo Scòzzari, così come la stessa Carmen è una deformazione dell’erotismo e della bellezza tipica delle donne di Guido Crepax. Dallo stesso fumettista milanese – come pure da Pazienza – Bacilieri eredita la visionarietà, mettendo in scena un vero e proprio teatro dell’assurdo in cui si muovono personaggi le cui caratterizzazioni sono volte a denunciare le brutture di determinati topoi narrativi.

Raffigurato con le fattezze del giocatore di calcio Attilio Lombardo, Ignazio si ritrova ben presto a passare dal ruolo di carnefice a quello di vittima: i perversi giochi in cui viene condotto da Carmen lo fanno letteralmente impazzire, trasformandolo in un uomo in balia del proprio sesso. Intorno a lui ruota un ampio cast di personaggi grotteschi, tra cui spicca la figura di B.B. Bone – ritratto come il Kingpin della Marvel – che, accompagnato da sua moglie, incarna i difetti della borghesia imprenditoriale, concentrata esclusivamente sull’apparire. Caricaturali risultano anche le figure degli esponenti del clan dell’organizzazione, così come le infermiere della clinica psichiatrica in cui è rinchiuso Franz.

L’erotismo che accompagna la narrazione non risulta mai volgare o banale: pur nella sua forma particolare, si avverte tutta l’intensa passionalità della vicenda, vissuta come la supremazia della carne su ogni forma di ragione o paura. La libertà con la quale è costruita la storia, inoltre, permette di inserire sul finale scene esplicite dai contenuti decisamente forti che non stonano con il mood generale dell’opera, data l’atmosfera surreale che si respira.

Come i testi, anche i disegni evidenziamo uno stile ancora acerbo, e i riferimenti sono quelli sopracitati, ai quali potremmo aggiungere la sopraffina arte di Magnus. La tavola è slegata da ogni tipo di griglia che possa tenere a freno le allucinate visioni di Bacilieri. Conquista l’originalità del font utilizzato dall’autore, che, superata l’originaria funzione, contribuisce a rendere ancora più folli alcuni passaggi.

Seppur lontana dalla maturità raggiunta da Bacilieri in lavori quali Sweet Salgari e Fun/More Fun, PhonX è un’opera da riscoprire in quanto restituisce fedelmente uno spaccato fondamentale della vita dell’autore e, più in generale, della scena italiana: un’epoca di transizione tra la stagione incendiaria partita sul finire dei seventies – tramontata con la morte di Pazienza – e quella autoriale nata nel Terzo Millennio.