Rat-Man cartoon

Tra il 2005 e il 2006, la RAI ha prodotto la serie animata di Rat-Man, scritta da Michele Ampollini e Marcello Cavalli con la supervisione di Leo Ortolani. I cinquantadue episodi del cartone sono stati realizzati dallo studio d’animazione Stranemani, ma hanno avuto vita sfortunata sul piccolo schermo: solo metà sono stati trasmessi, con una programmazione infelice minata da ripetuti e improvvisi cambi d’orario. I fan hanno potuto completare la visione solo grazie ai DVD – pubblicati da Panini Video tra il 2007 e il 2008 – i quali raccolgono gli episodi secondo criteri tematici.

Le avventure animate hanno trame originali e non sono adattamenti diretti dell’opera cartacea, anche se si possono ritrovare molti dei personaggi principali del fumetto; inoltre alcuni criminali che erano apparsi soltanto per poche vignette, come il Mimo o l’Uomo Pannocchia, sono stati approfonditi e resi gli avversari di un intero episodio televisivo.

Abbondano poi le parodie di film e serie TV, tra citazioni e rivisitazioni di opere spesso difficilmente conosciute dai telespettatori più giovani; è sufficiente pensare alla puntata Il silenzio dei ratti, che richiama Il Silenzio degli Innocenti, potendo contare addirittura sul doppiatore italiano di Anthony Hopkins.

Il target di riferimento del ratto animato è trasversale, rivolgendosi a un pubblico adulto grazie all’umorismo irriverente, senza però osare troppo, così da attirare anche i bambini. L’obiettivo della RAI, infatti, era quello di produrre qualcosa affine ai Simpson; non a caso, la famiglia gialla è fonte d’ispirazione per la scena finale della sigla, che cambia in ogni episodio come nella celebre sequenza del divano.

Nonostante l’iniziale richiesta, però, l’emittente televisiva faticò ad accettare un’opera realmente dissacrante, costringendo gli autori a modificare sequenze già realizzate per timore di censure o di critiche da parte delle associazioni dei genitori; l’oggetto di maggiori preoccupazioni era Cinzia, la transessuale platinata che appare in due episodi, mai trasmessi in Televisione per evitare di suscitare domande da parte degli spettatori più giovani. Questi continui tira e molla tra gli autori e i responsabili RAI sono stati oggetto di diverse critiche e frecciatine da parte dello stesso Ortolani, che ha condiviso con i fan le difficili condizioni con le quali è stato portato a termine il progetto durante incontri e interviste, ma anche attraverso pungenti gag presenti nel fumetto di Rat-Man.

Rat-Man Il segreto del supereroe

Dal punto di vista tecnico, la serie mostra limiti di budget tali da inficiare soprattutto le animazioni e il comparto grafico, già penalizzato da una colorazione piatta che banalizza l’estetica generale.

Il doppiaggio è invece buono, anche se ognuno dovrà superare le iniziali perplessità legate alle voci che aveva immaginato nella propria mente durante la lettura dei fumetti. L’elemento più riuscito è probabilmente la colonna sonora, in grado di alternare un tema principale orecchiabile e perfetto per la sigla ad altre musiche d’atmosfera che accompagnano le sequenze più concitate e i momenti di raccordo. I titoli di coda, inoltre, offrono spesso qualche stuzzicante esercizio di stile con variazioni del tema principale, proponendolo ad esempio in versione colonna sonora 8-bit nell’episodio-parodia di Tron, suonata all’organo per l’omaggio al Fantasma dell’Opera, o sostituito dal totale silenzio dopo lo scontro con il Mimo.

Tra le puntate più riuscite segnaliamo Risparmio e fantasia, divertissement metafumettistico in cui il produttore (interpretato da Andrea Plazzi) si lamenta delle spese eccessive, riducendo sempre di più il budget e rendendo complicato per il protagonista arrivare alla fine dell’episodio.

La serie riesce anche a essere emozionante in Smascherato!, dove Arcibaldo viene licenziato dal suo padrone, salvo poi indossare la calzamaglia gialla per proteggere la sua identità segreta. C’è poi un vero e proprio film in cinque parti, ovvero Il segreto del supereroe, un racconto epico di ampio respiro vagamente riconducibile alla Trilogia del Clone fumettistica: il protagonista deve affrontare un esercito di sue copie prodotte in laboratorio dalla Fraudolent, società malvagia che compare come un filo conduttore nel corso di tutta la serie, alla quale sono riconducibili le malefatte di molti avversari del super eroe.

Riguardandola a distanza di anni, la serie animata di Rat-Man può essere tranquillamente classificata come un prodotto di buona qualità, anche se “non si vede il pene dei personaggi”. Il livello tecnico non è certo dei più elevati, ma considerando gli standard dell’animazione italiana di quel periodo (ma anche odierni) bisogna ammettere che è un’incarnazione dell’eroe in grado di strappare più di una risata e, soprattutto ora che la serie a fumetti è conclusa, sarebbe interessante vedere il personaggio vivere una nuova vita in altri media.

 

CHRONO RAT-MAN: