Bocca a forma di cuore

In Giappone il fenomeno delle dojinshi è molto diffuso tra i giovani fumettisti o aspiranti tali: si tratta di albi autoprodotti che spesso contengono storie con personaggi protetti da copyright, alla stregua di fan fiction a fumetti, ma in alcuni casi sono prodotti interamente originali. Tra le diverse categorie ci sono i cosiddetti manga bara, ovvero storie scritte da autori maschi e incentrate su relazioni omosessuali tra uomini; a differenza degli yaoi, scritti da donne e con rapporti più romantici e idealizzati, i bara hanno sovente una componente più concreta e fisica, con scene di sesso esplicito.

Bocca a forma di cuore potrebbe essere considerato a tutti gli effetti una dojinshi bara, in quanto storia con tematica omosessuale pubblicata in un albo autoprodotto, presentato ufficialmente pochi giorni fa e distribuito sulla pagina Internet del suo autore. La caratteristica particolare di questo albetto di ventotto pagine, però, è che non è stato realizzato da un giovane aspirante fumettista, ma dal disegnatore di una delle graphic novel italiane più apprezzate dello scorso anno, Un anno senza te. Cosa ha portato Giopota a gettarsi nel sottobosco dell’autoproduzione mentre è al lavoro sulla sua prima graphic novel come autore completo per un editore di spicco come BAO Publishing?

Il protagonista è Orso, un ragazzo omosessuale che passa la maggior parte del tempo chiuso in casa, cercando compagnia maschile attraverso app di incontri. Il suo nome di battesimo ha un significato preciso nella comunità gay, e sottolinea quelle caratteristiche fisiche che lui fatica ad accettare. È proprio il rapporto conflittuale con il suo corpo che dissuade Orso dall’uscire e conoscere altre persone, frenato dai suoi problemi di autostima dai quali distoglie l’attenzione mangiando in modo compulsivo.

La prima caratteristica che cattura l’attenzione, stringendo tra le mani questo albetto, è la grande cura riversata nella realizzazione fisica: solitamente le autoproduzioni, soprattutto per limiti economici, si concentrano sul contenuto, proponendo storie che altrimenti non si potrebbero leggere e mettendo in secondo piano la qualità materica; forse, però, in un’epoca dove il web è il principale canale in cui proporre opere in completa autonomia, e senza spendere cifre eccessive, il piacere dell’oggetto concreto diventa l’elemento che contraddistingue e rende speciale un albo cartaceo. Unica sbavatura nel risultato estetico complessivo, il font scelto per i dialoghi, che troviamo poco amalgamato con il tratto morbido dei disegni.

Bocca a forma di cuore

L’autore affronta da un punto di vista originale il bodyshaming, poiché solitamente sono le donne a essere rappresentate come vittime di estremi giudizi sul proprio aspetto fisico, mentre qui osserviamo il corrispettivo maschile, sull’orlo della depressione a causa delle continue frecciatine più o meno velate al suo fisico in sovrappeso.

La differenza di trattamento dei sessi emerge anche nelle scene più esplicite, qualcosa che possiamo vedere solo in autoproduzioni di questo genere; il che è strano, dato che nei fumetti vediamo tranquillamente situazioni di questo tipo in chiave eterosessuale, così come rapporti lesbici, mentre i rapporti gay tra maschi sono ancora un tabù. Giopota cerca dunque di sdoganarli, così che vengano messi dalla narrativa disegnata sullo stesso piano.

Il rammarico che nasce una volta chiuso Bocca a forma di cuore è l’assenza di una risoluzione: l’autore inserisce tante sfumature attraverso frasi e sguardi che lasciano intendere possa esserci molto di più dietro a queste ventiquattro pagine. Vediamo uno spiraglio di cambiamento della situazione e di evoluzione di Orso, ma ci piacerebbe leggere del suo percorso in un racconto ad ampio respiro. In fondo, anche Un anno senza te era stato inizialmente presentata sul web sotto forma di storia breve, e con il tempo ha goduto di un naturale sviluppo.