Dirk Gently vol. 4: Il Salmone del Dubbio (parte 2)

SaldaPress pubblica Il Salmone del Dubbio (parte 2), quarto volume sulle avventure a fumetti di Dirk Gently, con il quale si conclude la serie IDW Publishing dedicata al detective olistico creato da Douglas Adams.

È atipico iniziare una recensione analizzando i contenuti speciali di un prodotto, ma in questo caso può essere utile a comprendere la fiamma da cui ha preso vita questa pubblicazione. In coda alla storia principale, lo sceneggiatore Arvind Ethan David presenta infatti la sceneggiatura di un fittizio fumetto autobiografico in cui parla del suo legame con il personaggio che da giovane lo ha portato a scrivere alcuni spettacoli scolastici adattando i romanzi originali, e riuscendo addirittura ad avere Adams tra il pubblico.

È emozionante scoprire la passione che negli anni ha guidato lo sceneggiatore fino alla realizzazione del suo sogno, prima collaborando alla realizzazione dello show prodotto da BBC America e Netflix, poi firmando la serie a fumetti. Questa storia in particolare potrebbe essere considerata una degna conclusione delle avventure di Dirk Gently, in quanto racchiude elementi tratti da ogni sua incarnazione, pur essendo stata pubblicata in patria prima della seconda (e ultima) stagione del serial TV.

Nel volume precedente avevamo assistito alla collisione dell’universo narrativo televisivo con quello cartaceo, una sorta di “crisi del multiverso dirkgentlyano” nella quale i personaggi dei due diversi media interagivano in un’unica avventura. In questa seconda parte vediamo le due versioni del detective olistico collaborare spalla a spalla per risolvere un grande mistero; un bizzarro team-up che per certi versi ricorda lo special di Doctor Who Il Giorno del Dottore. Vedere i due Dirk insieme non è affatto innaturale considerando la natura del personaggio, ed è stuzzicante scoprire similitudini e differenze caratteriali legate ai rispettivi percorsi di vita.

Dirk Gently vol. 4: Il Salmone del Dubbio (parte 2)

Tra gattini-squalo e personaggi con improbabili super poteri, i due investigatori viaggiano attraverso gli sciacquoni trovandosi a fare i conti con il proprio passato. Di certo la vicenda non è tra le più lineari e comprensibili, ma una struttura arzigogolata è quanto meglio si possa imbastire per rendere giustizia alle bizzarre capacità del protagonista. O, meglio, dei protagonisti.

Fortunatamente, a portare un po’ di ordine in questo necessario disordine narrativo ci pensa il disegnatore Ilias Kyriazis, che trova un compromesso grafico in grado di rendere giustizia ai personaggi nati sulla carta stampata e quelli interpretati da attori in carne e ossa, così da non far apparire disomogeneo il loro affiancamento.

Va inoltre applaudito il coraggio editoriale di proporre una serie a fumetti dedicata a un personaggio che, sebbene abbia una sua nicchia di fan, non è certo tra i più popolari. Nonostante l’interruzione della serie televisiva, grazie ai prodotti realizzati negli ultimi anni il detective olistico è stato riportato in vita quel tanto che basta a onorare il lavoro di Adams, scomparso mentre era all’opera sul terzo romanzo.

Ancora una volta, il Fumetto è riuscito a portare a termine un’impresa altrimenti impossibile in altri media.