Verde contro rosso poster

Dopo lo special televisivo L’Elusività della Nebbia, nel 2008 le celebrazioni del quarantennale di Lupin III proseguirono con il terzo OAV (l’ultimo, ad oggi), uscito in patria a sei anni dal deludente Il ritorno di Pycal. Verde contro Rosso, scritto da Toshimichi Okawa (Tutti i Tesori del Mondo, Occhi di Gatto) e diretto da Shigeyuki Miya (Le Tattiche degli Angeli, Buzzer Beater), si è rivelato uno dei prodotti più interessanti degli anni 2000 dedicati al Ladro Gentiluomo.

Il fulcro dell’anime è un concetto accattivante, utile come elemento promozionale per l’OAV: uno scontro tra il Lupin in giacca verde e quello in giacca rossa, laddove il primo – protagonista dalla prima serie animata – è considerato più graffiante, nonostante il secondo porti il colore originale del manga di Monkey Punch. La sfida, che si concretizza in un effettivo duello finale, ha sicuramente un sapore metatestuale che è evidente fin dalle prime scene: la polizia scopre dell’esistenza di numerosi Lupin, i quali possiedono i diversi character design sfoggiati dal protagonista nelle varie opere. Ognuno tenta di diventare il “nuovo Lupin”, un passaggio di testimone che effettivamente viene suggerito nel finale, lasciando intendere come il personaggio possa attraversare numerose incarnazioni, grazie a una versatilità rara.

Tra i tanti emulatori del personaggio ce ne sono alcuni particolarmente improbabili, come quello che si fa arrestare per taccheggio all’inizio della vicenda, o l’iterazione con capigliatura afro molto simile al regista Shinichi Watanabe. Un altro sosia spicca per abilità e si chiama Yasuo (omaggio al primo doppiatore giapponese di Lupin). Fujiko Mine contatta proprio quest’ultimo per proporgli di accompagnarlo, così da nobilitarne l’identità grazie alla sua presenza. Sarà proprio Yasuo a vestire il ruolo di “Giacca Verde” nello scontro finale, affrontando Lupin in un duello dall’esito volutamente ambiguo.

Lupin Verde Contro Rosso

La trama vuole sottolineare un passaggio di consegne tra un’era ormai passata e la quella moderna, rappresentata dal padre che per non morire trapianta il proprio cervello nel corpo del figlio, o dalla descrizione del nuovo governo giapponese pronto ad affidarsi a mercenari per difendere il Paese. A questi si contrappongono ideali incarnati rispettivamente dall’Ispettore Zenigata e da Lupin: la tradizione e la rettitudine assoluta da una parte, la libertà assoluta dall’altra.

Verde contro Rosso si distingue anche per una cura superiore alla media, soprattutto dal punto di vista tecnico. I disegni e le animazioni sono una gioia per gli occhi, pronti a offrire virtuosismi nel corso delle scene d’azione. Esemplare l’inizio del combattimento finale, in cui si passa dal colore a un bianco e nero con tanto di tratteggio, dando alla sequenza un’estetica più graffiante, simile a quella di un manga.

Anche la colonna sonora si distingue da quelle precedenti, pur essendo sempre composta dal veterano Yuji Ono; durante l’ora e mezza si possono ascoltare musiche note agli estimatori della serie, tra cui spiccano il tema de Il castello di Cagliostro, usato come sigla, e una toccante variazione del tema principale di Lupin III.

 

CHRONO LUPIN III: