Miles: Assolo a fumetti, anteprima 01

Miles Davis è uno dei pochi musicisti che hanno realmente cambiato il modo di scrivere e fruire la “Seconda Arte”, nel corso della Storia, mostrando al mondo continue innovazioni di carattere compositivo ed esecutivo che trascendono la mera padronanza del linguaggio e dello strumento.

Il jazzista statunitense, però, oltre ad aver lasciato un segno indelebile tramite la sua opera di trombettista e di capo-orchestra condotta per buona parte del Novecento, è stato innanzitutto un uomo carico di passioni e di idiosincrasie.

Con Miles Davis – Assolo a fumetti, graphic novel proposta da Edizioni BD nella collana Icone, il fumettista Lucio Ruvidotti intende offrire una vicenda senza argini e fuori dai canoni che catapulti il lettore al centro della narrazione, dandogli come unici appigli le parole dell’uomo e di chi gli è stato vicino nel corso degli anni.

Quello dipinto da Ruvidotti è un Davis scontroso, perfettamente consapevole delle sue capacità e della sua influenza nel panorama musicale mondiale; un istrione indomabile che, come spesso accade, è davvero difficile da trattare. La passione per le note intese come mezzo di emancipazione degli afroamericani nei confronti degli oppressori, i bianchi, che perpetuano nei loro confronti un atteggiamento ostile e denigratorio.

Il sottotitolo dell’opera “Assolo a fumetti” non è casuale: il racconto è strutturato in parti da leggere senza pause, proprio come si ascolterebbero i diversi assoli che compongono nel loro insieme un disco Jazz. Ogni singola parte propone una sfumatura diversa del carattere di Miles: dai punti di forza alle debolezze, senza mai esprimere un giudizio in merito al suo operato.

Miles: Assolo a fumetti, anteprima 02

Illustrando un momento storico di forte divisione a causa del colore della pelle, anche la resa cromatica all’interno del fumetto ha il suo peso in termini narrativi. Le varie sequenze assumono diversi toni per esprimere in modo più coinvolgente non solo il contenuto emotivo, ma anche la differenza sociale che muta nel corso dei decenni.

Il risultato finale è un’altalena emozionale forte, talvolta difficile da seguire fino in fondo. Durante la lettura si osserva Miles attraverso diverse fasi della sua vita con l’impressione che chiunque faccia fatica a stargli dietro, anche il lettore stesso.

La scelta di intervallare i singoli racconti con brevi pensieri e posizionare unicamente nella parte finale del libro l’apparato testuale analitico, che comprende le considerazioni di Giorgio Fontana e una cronologia essenziale, è sicuramente vincente, perché permette di fruire la lettura senza alcun preconcetto legato al musicista e al suo contesto storico.

Nel caso di un lavoro come Miles – Assolo a fumetti, impostato con simili presupposti, un simile flusso di coscienza rappresenta un punto di forza piuttosto che un difetto, lasciandosi cullare tra le noti più dolci e facendosi scuotere da quelle più aspre.

 

 

 

Fonte immagini: Acetati