La memoria delle tartarughe marine, anteprima 01

Chi vi scrive ha avuto la fortuna (rara e preziosa) di allontanarsi da adulto dall’enclave familiare, in una condizione di serenità economica tale da permettere di vivere il distacco sotto il profilo della volontarietà e non della costrizione per cause di forza maggiore.

La separazione dal nido è, però, sempre un’esperienza tutt’altro che facile, a prescindere dall’età in cui avviene. Ogni fase della vita porta con sé delle influenze specifiche sull’individuo, condizioni che possono incidere positivamente o negativamente nel caso di un tale cambiamento. La qualità emotiva del distacco, le sue modalità e tutto il contesto attorno decidono – tra le altre cose – come ci si ricorderà della propria casa, quelle radici che, almeno durante l’infanzia, ci ha in qualche modo formati come persone.

La memoria delle tartarughe marine, di Simona Binni, volume della collana Prospero’s Book di Tunué, è una graphic novel che attraversa in lungo e in largo quel solco che separa il concetto di “casa” dal resto del mondo, utilizzando quel confine come punto focale ed esperienza comune di vite molto diverse tra loro.

Giacomo, torna a casa in Sicilia dopo diversi anni, e per lui il naufragar è tutt’altro che dolce in questo mare. Il protagonista della storia ha un legame estremamente conflittuale con le sue origini, perché (come tanti) ha vissuto in modo poco naturale e fluido la separazione dalle proprie radici. A questo malcontento si somma il dover tornare forzatamente a casa a causa di un lutto familiare e, una volta lì, dovrà affrontare un problema ancor più grande e complesso lasciatogli in eredità dal defunto fratello.

La memoria delle tartarughe marine, anteprima 02

L’autrice del libro sceglie di ambientare la vicenda a Lampedusa, luogo simbolo d’incontro e scontro politico, economico e sociale a livello internazionale, dove la linea d’orizzonte ha un peso specifico diverso a seconda del punto d’osservazione. La Binni, che non è affatto nuova al tema del passato e della memoria, fa maturare ancor di più il suo stile narrativo incrociando in una sola vicenda diverse vite con una naturalezza disarmante.

Ciascun gesto, ciascuna immagine o singola parola assume un significato riconducibile al concetto di incontro tra diversi, dove ogni individuo seduto attorno al focolare della condivisione offre agli altri la propria esperienza personale. Allo stesso modo, le tartarughe diventano immagine non solo di questo richiamo archetipico dalla terra al mare, ma anche viaggio di conoscenza verso il vuoto ignoto.

Il rapporto tra Giacomo e Davide, il suo defunto fratello, gira attorno al momento di schiusa delle uova degli animali. Gli individui che conoscerà il protagonista quando andrà a raccogliere la sua eredità, il vecchio peschereccio chiamato Nautilus IV, rappresenteranno ognuno un paradigma diverso della sua personalità e dei suoi dissidi interiori. Giacomo non interagisce direttamente con Davide, se non in alcuni flashback. Il suo rapporto conflittuale con lui si esprime attraverso l’incontro/scontro con Nelly, figura vicina a Davide, con cui quest’ultimo aveva un forte legame.

Proprio come i rapporti tra i personaggi, anche il passato in cui l’autrice cala i suoi personaggi non è cristallizzato nel tempo. Lampedusa è cambiata nei decenni come è cambiata la sua gente e l’atteggiamento verso gli estranei. Un nodo importante legato al mare, all’interno della trama, è sicuramente la natura duale dell’isola: a metà tra Italia e Africa, primo punto d’incontro tra due culture molto diverse tra loro, con l’immigrazione clandestina che diventa uno dei temi più profondi e complessi della storia.

La memoria delle tartarughe marine, anteprima 03

Ogni condizione è in continuo mutamento, nel pieno rispetto del realismo legato alla vita del XXI Secolo, e Giacomo, non potendo evitare questo turbine di emozioni, potrà solo viverle fino in fondo. Va da sé che l’uomo troverà qualcosa di profondamente diverso da quello che si aspettava quando ha abbandonato il profondo Nord, ma non era affatto scontato che il personaggio potesse affrontare queste novità (numerose e importanti) in modo tanto naturale. Ed è proprio questa naturalezza, nei rapporti tra gli individui e nello scorrere degli eventi, a rappresentare il più profondo punto di forza del volume, che si impone con una personalità molto forte e decisa tra diversi altri lavori con tematiche simili, dove talvolta questa dimensione naturale viene meno.

Dal punto di vista della rappresentazione visiva, i personaggi e gli ambienti si muovono immersi in luci naturali morbide e affascinanti che oltre a rendere confortevole la lettura, definiscono in modo chiaro il profilo narrativo dei diversi luoghi, con colorazioni scelte ad hoc che incarnano le diverse nature intrinseche in conflitto tra loro.

Con questa graphic novel, non solo Tunué permette di esprimere un pensiero sociale condivisibile, umano e ben definito, fatto di apertura e accoglienza, ma porta sugli scaffali un libro maturo che difficilmente non resterà impresso nella memoria del lettore.