I figli del silenzio, anteprima 01

La nuova graphic novel di Edizioni Inkiostro, arrivata in fumetteria lo scorso aprile, si intitola I figli del silenzio e porta le firme di Andrea Garagiola ai testi e di Cristian Di Clemente alle matite.

Quando si apre un volume targato Ink è bene sapere quale tipo di lettura si sta per affrontare, perché le opere della casa editrice di Rossano Piccioni sono esclusivamente rivolte a un pubblico adulto e spesso caratterizzate dai connotati più crudi, nei testi così come nei disegni. I prodotti dell’interessante realtà abruzzese sono, in breve, adatti a una platea di stomaci forti. Quest’ultima opera, nello specifico, può venire davvero assunta come emblematica se non addirittura al di là di questa filosofia editoriale, e la copertina di Mattia Surroz, dominata da un’esplicita scena di sesso sadomaso, lo conferma.

La storia contenuta nel volume si avvia come il resoconto drammatico dell’esperienza di un ex veterano della Seconda Guerra del Golfo, avvenuta nel 2003. Alex è uomo forte, ma solo in apparenza, e sembra aver rimarginato solo le ferite subite dal corpo; quelle della mente, devastata dalle violenze disumane del conflitto, sono invece ancora aperte e sanguinanti.

Per raggiungere un qualche tipo di espiazione e trovare una sorta di pace per la propria frammentata coscienza si affida a un fervore religioso spropositato che lo porta a entrare nei Confessori, un’élite di guerrieri al servizio della Chiesa. Nell’arco di poche pagine la trama, giocata su continui flashback e ritorni al presente, cambia di netto e diventa un horror fantasy dai toni cupi e macabri, in cui scopriamo l’esistenze delle Bestemmie, mostruosi esseri demoniaci che divorano l’anima e privano la vittima dell’amore di Dio. L’indagine intrapresa dal protagonista alla ricerca dell’assassino del suo migliore amico si trasforma in un percorso di redenzione in cui l’uomo comprende la verità, dopo aver affrontato per la prima volta il proprio passato e il male che ha compiuto.

I figli del silenzio, anteprima 02

I figli del silenzio è a tutti gli effetti la parabola di un cammino salvifico in cui la prospettiva canonica è completamente ribaltata e i poli tradizionalmente rappresentanti da bene e male rovesciati. La denuncia è duplice: nei confronti della Chiesa e degli scempi della guerra. Il fumetto, sorretto da un’ottima sceneggiatura e da una regia ficcante e dirompente, è notevole anche per la qualità dei disegni, ma mostra qualche debolezza nel soggetto e nella concezione generale. È una vicenda fantastica anche se ispirata a eventi reali, e per tale motivo dovrebbe possedere valenze metaforiche, ma il suo proposito non è minimamente velato dalla sovrastruttura narrativa ed è di subitanea comprensione. La similitudine è per nulla sottintesa e, di conseguenza, il messaggio complessivo non viene mediato e quindi esaltato dal linguaggio figurato.

Il risultato finale, quello per cui è stato realizzato questo racconto, colpisce nel segno e arriva dritto e indigesto alla nostra sensibilità forzandoci a riflettere, ma non se ne comprende allora la trasposizione surreale. Il meccanismo che sta alla base è come avvitato su stesso, prigioniero del proprio scopo e della propria morale. Il tutto sbanda pericolosamente nelle scene finali, che potremmo definire senza alcuna accezione negativa squisitamente trash, ma prive di un qualunque accenno di autoironia.