Dampyr 219: Tutto per amore, anteprima 01

Dopo aver rinserrato a fatica le mascelle spalancatesi sul finire di Danse Macabre, i lettori di Dampyr hanno dovuto pazientare un mese per conoscere il seguito degli sconvolgenti avvenimenti narrati e capire quale destino Mauro Boselli abbia riservato a Tesla. Il co-creatore ed editor del Figlio del Diavolo ha accontentato il proprio pubblico con il brossurato uscito in edicola lo scorso 5 giugno, dal titolo davvero evocativo Tutto per amore.

Dopo lo shock, in compagnia di Harlan Draka ed Emil Kurjak seguiamo le tracce del presunto responsabile della tragedia accorsa alla loro inseparabile compagna: Graf Von Henzig, il sadico Maestro della Notte cinefilo. I nostri eroi si ritrovano tra le foreste e le montagne della Bucovina, brumosa e pittoresca regione tra la Romania e l’Ucraina; la loro caccia è solo all’inizio, e li attende un viaggio molto lungo, dispendioso di energie, che li proietterà in un angolo infido e remoto del Multiverso: niente meno che in una delle dimore del potentissimo Samael, Principe dei Seduttori. Non saranno abbandonati a se stessi, tuttavia, perché al loro fianco ritroveranno un demone che più di una volta ha offerto loro la sua infallibile spada: il poderoso e buontempone Cavaliere Savnok.

Boselli intreccia con il consueto mestiere e la sua invidiabile fantasia un’altra perla, incastonandola con sapienza in una continuity sempre più serrata e avvincente. Lo scrittore milanese riserva ai vari personaggi della sterminata saga di Dampyr, maggiori o minori che siano, una ragion d’essere precisa e un ruolo indispensabile all’interno delle sue trame. Ognuno di loro a turno viene richiamato in scena con la parsimonia e la genialità di un grande burattinaio, mosso con l’accortezza e la logica di un esperto campioni di scacchi.

Dampyr 219: Tutto per amore, anteprima 02

Tutto per amore non si esaurisce però nell’ennesima straordinaria prova di Boselli, perché a firmarne l’arte è il “Signore delle ombre” Corrado Roi: chi meglio di lui avrebbe potuto rappresentare un affascinante Altrove perso nei meandri di un’altra dimensione, in bilico tra sogno, orrore e popolato da creature fantastiche e donne dalla bellezza sconvolgente ma pari alla loro ferocia? Il tratto soffice, onirico e vaporoso del maestro di Giaveno è semplicemente incantevole nel ricreare un’atmosfera sfuggente e nel catturare il sentire del protagonista.

Così Roi ci restituisce una Tesla irresistibile in tutte le sue sfumature, ampliando a dismisura tramite una straordinaria recitazione il suo complesso carattere: ci trasmette il dolore e la tensione di un monumentale Kurjak per le sorti della sua amata non-morta, e in quelle fattezze androgine incarna alla perfezione l’impenetrabile ambiguità di Samael.

L’ultima apparizione di Roi su un albo regolare di Dampyr risale esattamente a quattordici anni fa (Dampyr 51: Tre vecchie signore): dovremo aspettare altrettanto per poterlo rimirare nuovamente all’opera su questa testata, che pare essergli congeniale quanto l’abituale Dylan Dog? Ci auguriamo davvero di no.