L'Amore da Capo

L’undicesimo special televisivo di Lupin III è l’ultimo scritto da Shinzo Fujita, già sceneggiatore di Tokyo Crisis – Memories of Blazes, Walther P38 e All’Inseguimento del Tesoro di Harimao.

A dirigere l’anime è stato chiamato Shinichi Watanabe (Eyeshield 21, Tenchi Muyo! GXP), regista che si mostra in pubblico vestito da Lupin III e con una capigliatura afro; look adottato anche dal personaggio Nabeshin di Excel Saga e Puni Puni Poemi.

Questi tratti bizzarri possono in parte ritrovarsi anche nel cattivo di turno: Nazaroff, un inquietante assistente di uno scienziato pazzo intenzionato a conquistare il mondo, indossa la giacca verde sfoggiata da Lupin nella prima serie animata e ha una folta capigliatura, oltre a parlare con una disturbante vocetta stridula.

Gli elementi sopra le righe per cui è conosciuto Watanabe si possono trovare anche ne L’Amore da Capo – Fujiko’s Unlucky Days, a partire dal prologo, in cui Lupin cerca di sedurre Fujiko vestendo i panni di lei e dando vita a una sequenza a metà tra il grottesco e il fanservice. Lo stesso si può dire per un successivo incontro ravvicinato tra Jigen e Goemon, ammiccamento al genere yaoi, e per un’aggressione sessuale del Ladro Gentiluomo nei confronti della sua compagna, interrotta da un toccante ribaltamento drammatico.

L’obiettivo di Nazaroff è impossessarsi di una mappa in grado di portarlo all’Uovo di Colombo, ma per impedire all’uomo di mettere le mani sul prezioso indizio, Fujiko lo memorizza per poi distruggerlo. Purtroppo, però, durante la fuga, la donna cade e subisce una forte amnesia, a causa della quale dimentica addirittura la sua identità; si tratta di uno spunto narrativo che avevamo visto pochi anni prima ne Le Profezie di Nostradamus, qui sviluppato per tutta la durata dello special, anche se non in modo altrettanto incisivo.

L’aggiunta al cast più importante è Rosaria, apparentemente interessata più a Fujiko che a Lupin, ma intaccata da una caratterizzazione abbastanza banale e con due occhi dal colore diverso come elemento più memorabile.

La trama si perde tra troppi aspetti confusionari, sfociando in uno scontro sovrannaturale che spiazza lo spettatore e distanziandosi fin troppo dai toni della narrazione mantenuti per la maggior parte dello speciale. È un peccato, perché la sceneggiatura avrebbe potuto concentrarsi soprattutto sui disperati tentativi di Lupin di far tornare la memoria a Fujiko, ovvero i momenti più riusciti dell’opera.

In quelle occasioni, tra l’altro, la donna confessa i suoi sentimenti per il Ladro Gentiluomo, ovvero l’impossibilità di amarlo veramente ma con la consapevolezza che si tratti dell’unico punto fisso di tutta la sua vita.

 

CHRONO LUPIN III: