Lupin Tokyo Crisis

Dopo tre avventure con un approccio sperimentale e uno stile grafico fortemente caratterizzante, il decimo special televisivo di Lupin III torna su binari più ordinari, cosa che purtroppo va a intaccare anche la qualità generale dell’opera.

La regia è di Toshiya Shinohara (InuYasha The Movie, Black Butler) e la sceneggiatura di Shinzo Fujita (All’Inseguimento del Tesoro di Harimao, Walther P38), mentre il character design – per la prima volta – è curato da Satoshi Hirayama (Occhi di Gatto, Il Sogno di Maya), che per più di un decennio è stato il principale responsabile dell’estetica del Ladro Gentiluomo.

Lupin vuole mettere le mani su due lastre fotografiche che lo condurrebbero al tesoro di Tokugawa Yoshinobu, ma gli stessi oggetti sono stati presi di mira da Michael Suzuki, proprietario del parco di divertimenti Aqualand, la cui inaugurazione è imminente. L’industriale vuole sfruttare alcune informazioni contenute nelle lastre per costruire un esercito di soldati con abilità sovrumane, ma ovviamente le sue mire verranno ostacolate dalla banda di Lupin.

In realtà, il gruppo ha un ruolo quasi secondario rispetto alla coppia principale di Tokyo Crisis – Memories of Blaze: l’Ispettore Zenigata e la sua spalla Maria Ishiki, una reporter che si scopre essere dotata di poteri divinatori. In questo speciale, gli autori approfondiscono la figura del detective, di cui ci viene mostrato lo stile di vita solitario e disordinato, evidentemente il prezzo da pagare per la sua ossessione nei confronti di Lupin. È inoltre una delle rare occasioni in cui Zenigata dimostra un interesse amoroso per una ragazza, ma sfortunatamente, nell’epilogo, Maria gli confessa ingenuamente di considerarlo come un padre.

L’importanza del personaggio dell’Ispettore in Giappone viene sottolineato da un importante passaggio di consegne: lo storico doppiatore Goro Naya, costretto a ritirarsi dalle scene a causa di un cancro alla gola, da qui in avanti verrà sostituito dal successore Koichi Yamadera.

Una simpatica curiosità è il cammeo di Detective Conan e Ran, che appaiono tra la folla di Tokyo nelle prime sequenze della pellicola; si tratta di un omaggio a un anime di grande successo iniziato un paio di anni prima, che inconsapevolmente anticipa di oltre un decennio i due crossover tra le serie.

Per quanto riguarda i comprimari, a loro viene riservato un ruolo prettamente comico: Jigen è afflitto da un mal di denti addirittura in grado di ridurre la sua abilità con la pistola, un tormentone che era già presente nella prima puntata della seconda serie animataGoemon è stato invece privato della sua katana da una misteriosa donna di cui è innamorato, ma gli autori non si degnano di rivelare la sua identità: una scelta narrativa alquanto discutibile.

Rispetto alle opere precedenti, diminuisce drasticamente anche l’elemento fanservice di cui è protagonista Fujiko, sintomo di quanto la produzione abbia virato nuovamente il target di riferimento verso un pubblico più giovane: un peccato, perché gli sceneggiatori e gli animatori avevano dimostrato di saper far brillare Lupin in avventure più mature in grado di offrire qualcosa di diverso dalle atmosfere delle serie televisive. Ma, come sempre nell’ambito dell’intrattenimento mainstream, è il mercato a dettare legge.

 

CHRONO LUPIN III: