Un tredicenne, la vacanza con la famiglia, il mare, una ragazza più grande. Sono sufficienti questi quattro ingredienti per definire un mondo e far capire istantaneamente che tipo di storia ha voluto raccontare Bastien Vivés nella sua ultima graphic novel, Una sorella.

È la narrazione di un’estate di passaggio: Antoine inizia a mostrare le prime avvisaglie che il mondo “da bambino” gli sta stretto, i giochi con il fratellino minore Titì non sono più soddisfacenti come lo erano stati fino a quel momento, ma è ancora piccolo per essere considerato uno dei “ragazzi grandi”. Il protagonista si ritrova travolto nel turbine dell’adolescenza, impersonificata nella figura di Helene, sedicenne affidata per qualche settimana ai suoi genitori da una coppia di amici.

Come dovrebbe avvenire in tutti i racconti di formazione, gli adulti rimangono sullo sfondo, e, anche graficamente, Vivés li rappresenta come figure indefinite che lasciano il centro della scena ai giovani protagonisti. Antoine si trova a vivere in poco tempo molte “prime volte”: la prima sigaretta, la prima ubriacatura, ma anche il primo amore, che porta con sé la scoperta di emozioni e sensazioni sconosciute, come la gelosia e il desiderio. Inutile dire che Helene conquisti immediatamente l’attenzione di Antoine, grazie al suo fascino tormentato e al suo atteggiamento inizialmente distaccato, con lo sguardo sempre immerso nello schermo del cellulare.

Lo stile minimale dell’autore parigino trova in Una sorella il suo utilizzo più efficace: il tratto accennato porta su carta il minimo indispensabile per trasmettere al lettore le informazioni necessarie a comprendere ogni situazione e ogni gesto, rinunciando anche a disegnare le espressioni facciali quando possono essere semplicemente immaginate. La stessa delicatezza si ritrova anche nella narrazione, che segue l’incontro tra i giovani protagonisti con rispetto per la loro intimità, lasciando trapelare aspetti della loro personalità attraverso silenzi e sguardi improvvisamente disegnati sul volto: un’apparizione con la potenza di uno schiaffo.

La personalità di Antoine è lineare quanto ben costruita: chiunque può riconoscersi nel suo viaggio iniziato disegnando Pokémon per poi ritrovarsi rapito dalle forme della ragazza con cui si ritrova a trascorrere le giornate. È però proprio Helene la figura più intrigante del racconto, catapultata in una situazione dove dovrebbe comportarsi come una sorella maggiore, ma allo stesso tempo si ritrova a fare i conti con la scoperta della sua sensualità e il superamento di una crisi che tenta di non dare a vedere ma che evidentemente ha lasciato il segno.

Difficile non immedesimarsi durante la lettura, tornare con la memoria a una fase della nostra vita fatta di incertezze, curiosità e scoperte. Una sorella è però un racconto che in alcuni passaggi sembra parteggiare eccessivamente a favore del protagonista, con uno svolgimento degli eventi vicino a quello che potrebbe essere il sogno di un’estate perfetta, per un ragazzo di quell’età. Questo elemento viene comunque sovrastato dall’eleganza della narrazione di Vivés, che ricorda le potenzialità del medium fumetto e riesce a incantare con la poesia dell’essenziale.

 

Una sorella, anteprima 01