Lupin Le Profezie di Nostradamus

Nel 1995, Lupin III torna sul grande schermo, a dieci anni da La Leggenda dell’Oro di Babilonia, quando il pubblico giapponese si è ormai abituato all’appuntamento annuale con gli special televisivi. Il personaggio creato da Monkey Punch ha però ancora molto da dire, e lo dimostra Le Profezie di Nostradamus, il miglior prodotto animato della serie tra quelli realizzati negli anni ’90.

Il lungometraggio d’animazione, diretto da Shunya Ito Takeshi Shirato, si apre con la dedica “A Yasuo Yamada, eterno Lupin III: grazie“, omaggio al defunto doppiatore originale – che ha potuto lasciare il segno solo sul trailer di questo film – sostituito da Kanichi Kurita, ancora oggi voce giapponese del Ladro Gentiluomo.

Il prezioso oggetto che funge da motore della vicenda è un antico tomo contenente le profezie di Nostradamus, il cui valore è stimato attorno ai 50 milioni di dollari, visto che contiene previsioni grazie alle quali sarebbe possibile dominare il mondo. Lupin scopre che il libro è contenuto nella cassaforte della fondazione Douglas, situata in cima a un altissimo grattacielo, ma anche una misteriosa setta segreta vuole impadronirsene; per ottenerlo, i suoi seguaci rapiscono la piccola Julia, figlia del candidato alla Presidenza degli Stati Uniti.

La natura criminale del protagonista viene presto accantonata, rendendolo di fatto un eroe che cercherà di recuperare la piccola e impedire al predicatore Raizuly di portare a termine il suo piano di conquista. La trama è abbastanza pretestuosa e i passaggi tra i diversi atti del racconto risultano forzati ma, nonostante questo, il film è molto gradevole grazie a una realizzazione tecnica di alto livello.

Il character design arrotondato regala una delle interpretazioni grafiche più piacevoli del cast, arricchita da animazioni fluide caratterizzate da un’espressività in grado di valorizzare i momenti più comici, ma anche quelli più seri, fino allo spettacolare finale con la dinamica fuga dall’esplosione del grattacielo Douglas.

I personaggi inediti sono una valida aggiunta, soprattutto i giovani Julia e Sergeau, laddove in avventure di questo tipo i bambini risultino spesso dei comprimari irritanti. Anche le caratterizzazioni del cast che già conosciamo sono particolarmente riuscite, soprattutto grazie a un doppiaggio italiano particolarmente ispirato; Zenigata è un divertente contraltare umoristico, Goemon ha brevi ma incisivi interventi e Fujiko, particolarmente sensuale, affascina anche con il suo alter ego Tania, vittima di amnesia.

Nel grattacielo Douglas vengono ospitati anche calciatori giunti negli Stati Uniti per partecipare ai mondiali di calcio; la manifestazione sportiva in realtà si era tenuta negli USA nell’estate precedente all’uscita del film: un segnale che potrebbe suggerire qualche mese di ritardo nella lavorazione. Ciononostante, il successo è stato tale da far entrare in produzione un nuovo lungometraggio cinematografico, Trappola Mortale, uscito nelle sale nipponiche l’anno successivo.

 

CHRONO LUPIN III: