Molto spesso, nelle opere di narrativa vengono raccontati mondi lontani da quello reale che però si basano sul vissuto quotidiano di qualcuno. Nei fumetti, in particolare, è possibile leggere similitudini, analogie e metafore della realtà notando che il più delle volte quegli scenari così esotici sono molto più vicini al nostro di quanto avessimo inizialmente immaginato.

Ne Il compleanno di Kim Jong-Il, graphic novel scritta dal giornalista Aurélien Ducoudray e disegnata da Mélanie Allag, questo meccanismo assume una doppia, interessante valenza: da un lato c’è la storia di fantasia, che vede protagonista il giovane Jun Sang (il quale condivide il compleanno con il Generale, padre dell’attuale leader nordcoreano), personaggio che nasce dalle testimonianze dei pochi nordcoreani che sono riusciti ad abbandonare la nazione; dall’altro c’è l’immagine della Corea del Nord costruita dal regime e propinata alla popolazione, che a sua volta è un’astrazione fasulla volta a mistificare le condizioni di vita reali della nazione.

Il fumetto, edito in Italia da White Star Comics, mette in scena otto anni di vita del protagonista e rappresenta l’evoluzione di una presa di coscienza personale, ma anche di un intero Paese, con uno sguardo interno e inconsapevole che muta nel tempo, diventando più obiettivo e disincantato. Jun è costretto a crescere molto più in fretta rispetto a tanti altri bambini, vedendo e facendo cose inenarrabili; per questo, nel corso della vicenda, mutano i suoi pensieri, il suo lessico e, conseguentemente, la sua stessa visione del mondo.

La storia contemporanea del popolo nordcoreano non è tra le più facili da digerire, soprattutto se abituati alle libertà e dagli agi occidentali; in questo, Ducoudray e Allag colpiscono nel segno, e l’empatia che si prova durante lo scorrere della storia è una di quelle che fa venire il nodo allo stomaco, in quanto mette in evidenza una realtà che, nascosta dietro la megalomania dei suoi leader, agli occhi occidentali appare meno grave di quanto sia realmente.

Tra tutti, i concetti stessi di agio e ricchezza vengono continuamente ridimensionati, mettendo ogni nuovo status quo in prospettiva rispetto a tutto il resto. Ben presto non è più una questione di semplice benessere: l’istinto di sopravvivenza porta al cambiamento, con quest’ultimo che costringe il protagonista a guardare oltre le bugie con cui è cresciuto.

A differenza delle poche e frammentate immagini che arrivano dalla Corea del Nord in cui vengono testimoniate le condizioni di vita pessime della popolazione, gli autori di questo libro utilizzano con padronanza il medium Fumetto per dar forza al racconto mostrando tutti gli eccessi e le contraddizioni di una nazione senza alcun filtro, andando oltre il concetto di eroi e antieroi.

Pur non essendo annoverabile al graphic journalism, in quanto il personaggio principale è fittizio, Il compleanno di Kim Jong-Il resta un racconto potente proprio grazie al protagonista, che fa vivere al lettore la propria storia. Al termine della lettura, il lavoro degli autori resta impresso come l’eco di un grido carico di identità e individualità, lanciato contro la spersonalizzazione dilagante su cui fonda la propria esistenza l’intero regime.