Fagin l'ebreo, anteprima 01

001 Edizioni riporta in libreria in un elegante cartonato Fagin l’ebreo, un titolo che purtroppo viene spesso identificato come opera minore del suo autore, Will Eisner, con la diretta conseguenza di risultare talvolta poco conosciuto.

La presentazione del prodotto editoriale è impreziosita dalla prefazione di Brian Michael Bendis, da una postfazione di Jeet Heer e da un’appendice che propone al lettore un ricco apparato iconografico firmato dallo stesso Eisner; tutti questi approfondimenti fanno da cornice ad una storia che, oltre a raccontare la vicenda di Moses Fagin, propongono uno sguardo interessante sul pensiero del fumettista americano.

Con Fagin l’ebreo, l’autore racconta uno spaccato tanto profondo quanto preoccupante della società e della tipica vita di un ebreo nell’Ottocento, utilizzando come protagonista un personaggio tratto da Le avventure di Oliver Twist, di Charles Dickens. A differenza dell’autore inglese, Eisner osserva Fagin attraverso la lente della curiosità e della pietà, andando in diretta antitesi rispetto all’immagine stereotipata dell’ebreo proposta da Dickens. Difatti, secondo Irwing Howe la prima incarnazione di Fagin racchiude in sé l’essere “archetipo di tutti gli ebrei malvagi“, con lo stesso Dickens che provò diverse volte a scrollarsi di dosso l’essere additato come antisemita, con scarsi risultati.

L’iterazione a fumetti proposta da Eisner si muove su altri binari, a partire dal nome del personaggio che, nell’opera del 1938, si vede spesso essere indicato come semplicemente “l’ebreo”. La profondità che il Maestro del Fumetto offre all’individuo inteso come non rappresentante di un’intera etnia va ben oltre il background originale, andando a indagare il suo tormento e la sua complessità nello svolgersi della sua intera vita, sottolineando in questo modo quali fossero le motivazioni dietro determinati comportamenti discutibili.

Fagin l'ebreo, anteprima 02

L’aspetto visivo del Fagin dickensiano è stereotipato: mento sporgente, naso uncinato, fronte bassa e una postura a metà tra il losco ed il misterioso, mai mostrato con chiarezza. Eisner, memore delle contestazioni a lui rivolte dopo la creazione di Ebony all’interno di The Spirit, metabolizza l’esperienza dello stereotipo e rappresenta un Fagin che, immerso nella povertà, nel pregiudizio e nell’antisemitismo dell’epoca, è mostrato al lettore con chiarezza, che cresce nel tempo ed esprime aspetti sfaccettati, che possono rendere comprensibili anche quelli negativi.

Proprio questo fattore è ciò che rende speciale il lavoro di Eisner: la precisa volontà di studiare le motivazioni dietro azioni già note, rendendo Fagin l’ebreo una scoperta continua sia sotto il profilo storico culturale, sia sotto il profilo della vicenda personale del protagonista. L’inconfondibile tratto dell’autore rende la sua storia straziante estremamente viva e sentita, trasmettendo al lettore una sensazione di urgenza personale nel raccontarla. Fagin, prima di diventare il ricettatore che sfrutta i bambini, ha idealmente vissuto sulla propria pelle molte altre vite, fatte di espedienti, dolori e compromessi, ognuna molto interessante.

Il prodotto proposto da 001 Edizioni è un libro di pregio che strizza l’occhio soprattutto ai collezionisti e a chi è interessato ad approfondire il lavoro del padre del graphic novel ma, allo stesso tempo, questa incarnazione editoriale di Fagin l’ebreo può essere facilmente apprezzata anche da chi si avvicina per la prima volta alla narrazione di Eisner, investendo in un prodotto di qualità per contestualizzare al meglio le idee dell’autore, oltre la lettura della storia a fumetti.