Lupin Viaggio nel Pericolo

Dopo quattro film per il piccolo schermo diretti da Osamu Dezaki, il quinto special televisivo di Lupin III vede il ritorno di Masaaki Osumi, che aveva già curato la regia del Pilot Film e di alcuni episodi della prima serie animata. È un tassello che si inserisce nella filmografia del Ladro Gentiluomo facendo evolvere quanto visto nei capitoli precedenti; la grafica è infatti molto curata e il character design di Hisashi Eguchi è moderno e può essere considerato un vero e proprio punto di svolta estetico con cui dovranno fare i conti le successive interpretazioni grafiche del personaggio.

Viaggio nel pericolo è un film particolare per il pubblico italiano, innanzitutto perché si tratta del primo anime in assoluto che sia stato trasmesso in prima serata nel nostro Paese, nel maggio del 1999. Nel prologo, inoltre, vediamo Lupin braccato dalle auto della polizia italiana; con pignoleria facciamo notare che in realtà da questi veicoli escono diverse squadre di carabinieri, un’incoerenza che molto probabilmente sarà passata inosservata nel resto del mondo.

Zenigata viene sollevato dall’incarico di catturare Lupin, missione affidata dalla polizia a uno spietato killer pronto a uccidere lui e i suoi compagni. L’ispettore è disperato e si sfoga con la sua ormai ex nemesi, che vedendolo parecchio sconsolato decide di aiutarlo nel suo nuovo obiettivo: indagare sulla Shot Shell, una potente organizzazione di trafficanti d’armi gestita da John Cloths, uno spietato e calcolatore mercante di morte pronto a commerciare potenti ordigni nucleari. Pur entrando a tutti gli effetti a far parte della squadra di Lupin, Zenigata non ha purtroppo un ruolo attivo vero e proprio, e viene rapidamente relegato a spalla umoristica, mentre la situazione avrebbe permesso di sfruttare al meglio l’elemento “nemiciamici”.

Lupin Viaggio nel Pericolo

Alla vicenda principale legata al traffico di armi (che ricorda l’episodio In fondo al mare della terza serie televisiva) si aggiunge una più interessante sottotrama dedicata a Jigen; il complicato rapporto del pistolero con le donne prosegue qui dopo il rapimento di Karen Kowalski, una giovane scienziata russa di cui la squadra ha bisogno per guidare un sottomarino nucleare rubato. La ragazza ha però un tragico collegamento con Jigen: da bambina lo ha visto uccidere il padre. Inaspettatamente, il desiderio di vendetta lascia presto spazio a un sentimento decisamente più benevolo, purtroppo interrotto bruscamente nel drammatico finale.

Goemon ha invece un ruolo minore ma è comunque ben caratterizzato, mentre Fujiko riesce a dare un’immagine di sé diversa dalla solita – l’arrivista disposta a tutto per denaro – e qui è pronta a usare il suo fascino per tenere sotto scacco il potente John Cloths.

La sceneggiatura (opera di Hiroshi Kashiwabara, già autore dei quattro special televisivi precedenti) è buona, ma non si distingue per un netto balzo qualitativo; è però al servizio di una messa in scena decisamente più interessante di quanto visto negli altri prodotti televisivi dedicati al Lupin, e in qualche modo lascia intendere che ci sia un desiderio di alzare l’asticella da parte della produzione.

 

CHRONO LUPIN III: