Ruba il Dizionario di Napoleone!

Il terzo special di Lupin III è l’ultimo realizzato dalla squadra responsabile dei precedenti Bye Bye Liberty – Scoppia la Crisi! e Il Mistero delle Carte di Hemingway, ma purtroppo è anche il più deludente, sia per quanto riguarda la sceneggiatura che per la qualità tecnica.

La regia di Osamu Dezaki è infatti piatta e priva degli elementi peculiari del suo stile, limitandosi a sottolineare con alcuni fotogrammi pittorici i flashback che mostrano le azioni degli antenati del protagonista.

Simpatica la scelta di far vestire una giacca verde a Lupin II, come se si trattasse di un completo ceduto in eredità al figlio, utilizzato nella prima serie animata per poi passare al più longevo abbigliamento rosso.

Il livello dei disegni e delle animazioni è invece scadente, con un character design che cambia a seconda delle inquadrature, lasciando trasparire una cura paragonabile a quella degli episodi delle serie televisive.

La trama: i G7 stanno attraversando una profonda crisi economica e l’unica soluzione per risolverla sembra essere il tesoro di Lupin I, che ammonterebbe a circa 200 miliardi di dollari. A quanto pare, gli indizi per trovare questo enorme patrimonio sarebbero stati nascosti all’interno del dizionario di Napoleone, uno dei numerosi oggetti rubati dall’originale Ladro Gentiluomo. Il tomo viene messo in palio come premio in una gara automobilistica di auto d’epoca tra Madrid e Parigi; Lupin III vuole però recuperare l’oggetto del suo antenato, mentre il governo statunitense cerca di fermarlo con tutti i suoi mezzi a disposizione.

In Ruba il Dizionario di Napoleone!, i personaggi compiono scelte con motivazioni pretestuose, le scene d’azione sono prive di adrenalina ed è difficile mantenere l’attenzione per l’intera durata dello special.

Chi esce peggio da questo special è Goemon, ridotto a una macchietta: inspiegabilmente è ossessionato dai film in cui appare la yakuza, dei quali ripete le frasi a effetto; un atteggiamento che dovrebbe far traballare il suo orgoglio da samurai.

Decisamente migliore la caratterizzazione di Zenigata, finalmente in un ruolo rilevante all’interno di uno special televisivo: la sceneggiatura tratteggia con particolare attenzione il rapporto tra lui e Lupin III, approfondendo il loro legame e come ognuno dei due rispetti l’altro. Tra inseguimenti con una buffa auto a carbone e un’assistente che dovrebbe costituire un superficiale interesse romantico, il momento migliore del film è la sequenza in cui ladro e poliziotto si scambiano le identità, grazie a maschere e modificatori vocali, trovandosi a vivere reciprocamente nei panni dell’altro.

 

CHRONO LUPIN III: