Melagrana, disegni di Greta Xella

Dopo aver parlato di AVE, presentato da Attaccapanni Press all’edizione di Lucca Comics & Games dello scorso anno, oggi è il turno di Melagrana, nuova antologia a fumetti incentrata sull’eros e sulle sue varie sfaccettature autofinanziata tramite una campagna crowdfunding su Indiegogo.

Le storie raccontate, prima di rappresentare l’incontro tra diversi individui, rappresentano diverse declinazioni del rapporto tra se stessi e la componente misteriosa dell’attrazione, quella che talvolta si riesce a conoscere con fatica e paura, mentre altre appare naturale fin da subito.

Melagrana, un volume rosso di passione e sensualità, racchiude al suo interno una dichiarazione d’amore per quella scintilla che segna una differenza netta tra il prima e il dopo, l’inizio e la fine di qualcosa di bello. Ogni singola storia, ogni protagonista e ogni autore si affaccia al tema senza inibizioni, senza mai risultare volgare o irrispettoso. Le immagini e i contenuti testuali sono tanto naturali quanto convincenti, sottolineando la spontaneità alla base di un simile lavoro.

Le diciannove storie compongono un volume corposo di oltre duecentoventi pagine, proposto con l’evocativa copertina di Lorenzo Fornaciari e l’elegante impostazione grafica curata da Laura Guglielmo. Le storie, selezionate secondo la direzione artistica di Ariel Vittori, hanno tutte qualcosa da dire, ruotando attorno a svariati temi (talvolta ricorsivi ma declinati in modo differente) particolarmente cari al pubblico adolescenziale e di età universitaria.

La direttrice artistica introduce il volume con un fumetto che centra l’attenzione sull’omonimo frutto e sulla passione; Jessica Cioffi analizza il meccanismo tra preda e predatore, declinato come Eros e Thanatos; prosegue Giulio Macaione con un racconto a metà tra autoerotismo e voyeurismo; Gloria Pizzilli si concentra su come muti l’erotismo di coppia con l’avvento dei figli (o, più specificatamente, con la loro crescita); Santa Matita si immerge tra le feste e l’onirico; Nuke apre al tema universitario e alle nuove scoperte; Albhey Longo racconta la distanza e come sia cambiato (o meno) il rapporto con essa grazie alla tecnologia; Giorgio TrincheroLa Came intendono l’eros come gioco collettivo, una sorta di “poliamore”, per essere riconoscibile agli occhi esterni della società; Ilaria Urbinati esplora il mondo del tabù religioso; Matteo De Longis, con la sua storia di metà volume in quattro tavole, presenta un’elegante chiusura di una vicenda umana.

Melagrana, illustrazione di Flavia Biondi

Fabio Mancini ripropone un’altra sorta di legame con il divino, ma sotto una luce totalmente diversa; Vic Mac gioca sui luoghi comuni, ribaltando le aspettative sociali di una certa frangia di popolazione; Lonnie Bao racconta nuovi stimoli, con il fascino legato al concetto stesso di “brivido”; Eleonora Bruni e Beatrice Bovo affrontano anche loro il tema del digitale e di come esso possa dividere o unire nella sensualità; Martina Batelli parla dei rapporti di potere che possono invertirsi nel gioco di ruolo del sesso; Greta Xella affronta con delicatezza e cura il tema dell’identità di genere; Flavia Biondi si sofferma in particolare sul concetto di scintilla, quel primo innesco che fa partire tutto l’apparato della sensualità; Giopota mostra un’allegoria del tema del sentirsi in “acque sicure”, quando si esplorano nuovi mondi; Laura Guglielmo chiude con solenne eleganza il volume tramite la storia meno esplicita ma ugualmente efficace, che pone nuovamente l’attenzione sul legame tra potere ed erotismo.

Chiudendo il volume la sensazione è quella di aver intravisto un mondo diverso da quello quotidiano, dove i gesti più comuni vengono caricati di significati diversi e importanti. C’è un diffuso sapore di libertà a permeare le tavole, come se l’intera antologia stessa fosse, per ogni autore, una valvola di sfogo assimilabile all’erotismo.

Attaccapanni Press si conferma una voce importante nel panorama delle autoproduzioni, proponendo storie godibili e interessanti, con contenuti sicuramente di qualità. Nonostante alcune declinazioni dei temi proposti potrebbero non essere accolte a braccia aperte da tutti, è difficilmente contestabile la qualità dell’opera.