Dopo la conclusione di Le nuove avventure di Lupin III, nel 1980, furono necessari quattro anni perché il Ladro Gentiluomo tornasse sul piccolo schermo. Il fallimento del progetto Lupin VIII spinse TMS a tornare sul personaggio che aveva raccolto tanti consensi nel decennio appena trascorso, questa volta vestito con una giacca rosa.

Dal punto di vista delle atmosfere, Lupin, l’incorreggibile Lupin si avvicina molto al manga originale, accantonando la versione edulcorata della serie precedente: il protagonista è di nuovo un vero e proprio criminale – e non più un eroe sotto mentite spoglie – con tanto di appetito sessuale che caratterizza la versione cartacea. Anche visivamente lo stile grafico è più vicino al tratto sporco di Monkey Punch, con volti allungati, le caratteristiche fossette sui menti di Lupin e Jigen, e una Fujiko dall’aspetto più grazioso e meno prorompente.

Anche questa serie venne affidata a diversi team di animatori che non riuscirono a mantenere un look omogeneo tra un episodio e l’altro, nonostante il character design dalla forte identità firmato da Shingo Araki.

L’ambientazione è prevalentemente americana, e sembra riprendere la saga San Francisco del manga; tra gli altri episodi liberamente ispirati al fumetto spiccano La torre degli angeli, derivato dal capitolo Biglietto dell’Inferno, o Giù le mani dal tesoro, che adatta L’occasione fa l’uomo ladro e L’occasione fa il ladro uomo. Un’occasione sprecata è certamente rappresentata da Il mistero del quadro, che prende spunto da La spada della vendetta, uno dei momenti più emozionanti di tutto il manga, ma il rapporto tra il samurai Goemon e un bambino morente viene ricreato in modo superficiale, lasciando spazio a un’avventura simile a molte altre.

La fusione tra la serietà del Lupin in giacca verde e la comicità slapstick della giacca rossa non incontrò l’approvazione del pubblico, spingendo lo studio d’animazione a virare nella seconda metà dell’opera verso i toni più cartooneschi della serie precedente; non vengono raggiunte le vette degli episodi migliori, ma la qualità media rimane costante (con un leggero calo nel finale, per quanto riguarda la realizzazione tecnica).

Nonostante questo, di seguito trattiamo i tre episodi dell’anime che riteniamo più interessati.

 

3×03: La Torre degli Angeli

 

La seconda serie metteva spesso Lupin in situazioni da paladino, pronto a tutto per salvare la vita di belle ragazze, bambini, o aiutare persone in difficoltà. Come dicevamo, questo non avviene più in modo così frequente in Lupin, l’incorreggibile Lupin, ma uno dei primi episodi è una piacevole eccezione costruita sapientemente in modo da non sminuire la caratterizzazione del protagonista.

Lupin si introduce in un castello per mettere le mani sulla Collezione degli Angeli, una raccolta di quadri d’autore di grande valore, ma all’interno dell’edificio trova una ragazza costretta a rimanere rinchiusa dalla matrigna. Flora vorrebbe fuggire assieme a Lupin per vivere una vita avventurosa, e il ladro acconsente con l’intento di farla partecipare a qualche piccolo furto per poi riportarla a casa; la ragazza, però, non gli rivela che è affetta da un male incurabile e che le restano solamente tre giorni di vita…

 

3×12: La Caramella del Mago

 

Lupin vuole recuperare il ritratto di una donna cara a un suo antenato conservato nella galleria di Batalun. Il ricco proprietario tiene in ostaggio nella sua villa il falsario Garge e sua figlia Sophie, amici di vecchia data del Ladro Gentiluomo. Garge aveva infatti interrotto la sua attività, ma Balatun lo ha costretto a lavorare per lui minacciando la figlia. Lupin interviene per salvare i suoi amici e impadronirsi dell’intera collezione di quadri, ma come sempre deve guardarsi anche da Fujiko…

Nonostante un soggetto che sa di già visto, questo episodio è senza dubbio il più avvincente del Lupin in giacca rosa, grazie a una trama ricca d’azione e a ingegnose soluzioni narrative. In particolare assistiamo all’utilizzo narrativo più elaborato delle maschere, con ribaltamenti inaspettati in grado di stuzzicare lo spettatore e soprattutto di risolvere l’intreccio in modo sorprendente.

 

3×37: A tutti i costi

 

In questo episodio vediamo uno Zenigata più furioso che mai nei confronti di Lupin, pronto addirittura a ucciderlo, tanto da chiedere ai suoi superiori l’autorizzazione per farlo. Questo inusuale istinto omicida è generato dal desiderio di vendetta, dopo che una ragazzina indifesa di nome Anna muore tra le sue braccia a causa di un colpo letale inferto da Lupin.

Un ispettore così impetuoso e violento è un elemento sufficiente ad alzare l’asticella dell’episodio: la minaccia sembra reale e le motivazioni del personaggio molto valide, almeno fino a quando non scopre che Anna è ancora viva… e non è affatto innocente come gli aveva fatto credere.

 

CHRONO LUPIN III: