Gangster 1, copertina variant di Francesco DossenaRispetto ad altre antologie tematiche in cui più autori si alternano tra loro senza nessuna apparente soluzione di continuità se non quella di un tema di fondo (spesso piuttosto malleabile), Bugs Comics propone le proprie tenendo ben presente un aspetto fondamentale, comune a ogni volume: la coerenza. Tra Mostri, Alieni e Gangster, l’intera produzione della casa editrice romana ha fatto della cura del prodotto finale il punto di forza della sua proposta, un aspetto assolutamente non scontato.

Sfogliare il primo volume di Gangster (presentato a Lucca Comics & Games 2017) è un vero piacere tattile e visivo. Il cartonato è presentato in modo talmente ordinato e fluido da Gianmarco Fumasoli (direttore editoriale) e Paolo Alti Brandi (art director e creatore dei loghi delle varie testate) da saltare immediatamente all’occhio tra gli altri volumi in vendita sugli scaffali delle fumetterie; questo grazie anche alle tre copertine a disposizione – la regolare di Pierluigi Minotti, la variant di Francesco Dossena e la Total Black – oltre all’impostazione grafica curata in ogni dettaglio.

La soluzione tipica delle antologie edite da Bugs è reiterata anche questa volta: storie brevi composte da poche tavole che si alternano a contenuti d’approfondimento (personaggi, usi e costumi, eventi del contesto di riferimento). Per la prima volta, la casa editrice si misura con elementi legati alla realtà lasciando da parte gli aspetti strettamente fantastici delle proposte precedenti.

Apre il volume Il gioco più bello, di Marco Scali e Pierluigi Minotti, che con leggerezza riporta il tema del volume a una dimensione famigliare. Scarpe di cemento, di Massimiliano Filadoro, Gianmarco Fumasoli e Prenzy, racconta il cliché del regolamento di conti, con tanto di simpatico colpo di scena finale. Un contratto per Big Tuna, di Massimiliano Filadoro e Letizia Cadonici, è forse la storia che più si avvicina alle soluzioni narrative e alle atmosfere di Mostri, pur restando con entrambi i piedi sul terreno del reale. Agguato, di Luca Ruocco e Mattia Iacono, racconta una “sorpresa” non scontata. Il Segaossa, di Marco Scali e David Ferracci, mostra i retroscena di un mestiere che, a suo tempo, con molta probabilità risultava molto utile ai criminali. Lansky, di Gianmarco Fumasoli e Giorgio Spalletta, tratta di come potesse crescere un ragazzino come tanti nella realtà degli anni trenta. I famosi, di Andrea Guglielmino e Umberto Giampà, narra con toni divertenti una rapina molto particolare. Pattichiari, di Alissa BaroneAlessio Maruccia, propone altra “italianissima” comicità. Dolly Lolly, di Gianmarco Fumasoli e Fernando Proietti, chiude il volume proponendo un tema emotivamente toccante, in linea con la prima storia del cartonato. Unico contatto con il surreale, le strisce di MoFtri, firmate da Massimiliano Filadoro, Gianmarco Fumasoli e Adriana Farina.

Nel complesso, tutte le storie risultano sicuramente molto gradevoli, incontrando i gusti di più tipologie di lettore grazie ai diversi approcci narrativi utilizzati. Per chi è avvezzo al lavoro targato Bugs, sarà facile aspettarsi alcuni colpi di scena, ma ciò non toglie nulla alla godibilità del volume.

Con questo lavoro, la casa editrice si conferma legata ad un’idea piuttosto che a un genere: intrattenere i lettori con racconti brevi cogliendo l’occasione per diffondere la cultura da cui gli autori hanno attinto materiale per le loro storie. Per questo motivo, Gangster è prima di tutto un fumetto consigliato a chi non ha mai letto nulla del genere noir e affini, perché ne fornisce sicuramente una buona panoramica. Chi mastica da più tempo questo tipo di storie ne riconoscerà gli stilemi e la cura che gli autori hanno avuto nel raccontare un periodo storico tanto peculiare.