Lupin III

Dopo il successo della prima serie animata, il ladro gentiluomo tornò sul piccolo schermo con Le nuove avventure di Lupin III, serie composta da ben centocinquantacinque episodi trasmessi tra il 1977 e il 1980.

La richiesta era talmente elevata che la produzione fu costretta a commissionare il lavoro a quattro diversi studi di animazione, ognuno caratterizzato da un proprio stile grafico; dal punto di vista estetico il risultato non è dunque eterogeneo, con diversi character design che si alternano senza soluzione di continuità.

Con l’enorme quantità di materiale di riferimento fornito dal manga originale firmato da Monkey Punch (di ritorno con una seconda serie a fumetti in concomitanza con il lancio del nuovo anime), viene da chiedersi perché solo un quarto degli episodi sia ispirato alle avventure cartacee; sono infatti presenti adattamenti ispirati – Gli squali meccanici, La banda dell’Himalaya, L’invincibile spada, Lavoro di squadra e Lo scambio di corpi – mentre altre vicende prendono spunto da avventure del manga per andare in direzioni differenti, come Lupin venduto all’asta o Manon la poliziotta.

La longevità della serie consentì agli autori di approfondire anche i comprimari e di non concentrarsi esclusivamente sul protagonista. Il duello di Jigen ci mostra ad esempio un feroce scontro tra il pistolero e il potente StonemanUn triste addio lo vede invece innamorarsi di una ballerina russa, mentre I cappelli di Jigen ci svela che il segreto della sua abilità con la pistola risiede nel prendere la mira con la falda del copricapo.

Purtroppo alcuni personaggi non godono di una caratterizzazione altrettanto curata: Fujiko è sempre più bisbetica, mentre Zenigata è una macchietta che insegue Lupin per poi disperarsi a ogni sua morte apparente.

I toni graffianti e maturi di Monkey Punch hanno ormai lasciato il posto a un prodotto rivolto principalmente all’infanzia; gli agguati sessuali e le molestie di Lupin sono diventati tentativi di ottenere a malapena qualche bacio o… richieste di matrimonio! Ma viene meno anche la natura criminale del personaggio tramite soluzioni narrative volte a farlo apparire una figura positiva: dovrà infatti fermare minacce più pericolose per la società, malviventi che si spacciano per lui, aiutare bambini o vecchiette bisognose, commettere furti per sanare ingiustizie… la trasformazione in novello Robin Hood è ormai compiuta: Lupin è diventato un modello accettabile anche per i più giovani.

Se le trame originali si concentrano soprattutto su viaggi nelle varie nazioni del mondo o su tesori legati a grandi personaggi storici, alcune vicende spiccano per la loro assurdità: come Lupin contro Superman, episodio chiaramente concepito rapidamente per sfruttare il successo del film con Christopher Reeve, o il team-up Folle amore a Versailles in cui appare Lady Oscar, operazione promozionale per l’anime che avrebbe debuttato dopo qualche settimana sulla medesima emittente nipponica, NTV.

 

Continua nella prossima pagina!