Shin Lupin III

Nel 1977, qualche mese prima del ritorno del ladro gentiluomo in televisione con la seconda serie animata (quella “dalla giacca rossa”), Monkey Punch riprende in mano il suo personaggio più amato per proseguirne le avventure cartacee con il manga Shin Lupin III (Il nuovo Lupin III). Si tratta dei primi fumetti scoperti dal pubblico italiano a partire dal 1994, grazie a Star Comics, che recupererà solo nel 2002 la prima serie manga, attualmente in edicola sotto le insegne di Planet Manga.

L’autore crea nuovi episodi sulla scia di quanto prodotto in precedenza mettendo Lupin e compagni in situazioni assurde, spesso surreali, per mostrare come riescono a uscire dai pericoli e raggiungere i loro obiettivi grazie alle singole abilità e al forte gioco di squadra. Molti di questi episodi verranno adattati nella seconda e nella terza serie dell’anime, e Monkey Punch sembra esserne consapevole: aumentano infatti le trame che si dipanano su due capitoli del manga, lunghezza ideale per una trasposizione nei ventidue minuti di un episodio televisivo.

La principale differenza riguarda i rivali di Lupin: se la versione animata infatti si concentra su Zenigata come unica nemesi e su nemici occasionali incontrati in una sola occasione, il fumetto presenta altri due avversari ricorrenti: il primo è il Clan dei Ratti, organizzazione criminale introdotta nella prima serie che qui torna con una maggiore frequenza (non c’è una vera e propria struttura o continuity che collega le sue apparizioni, ma è semplicemente un “ombrello” sotto il quale vengono presentati ladri e killer con cui Lupin deve confrontarsi); presenza decisamente più importante è Manon, poliziotto privo di scrupoli che affianca Zenigata nel tentativo di catturare il ladro gentiluomo, ma per farlo è disposto a tutto, anche andare contro le regole a cui dovrebbe attenersi un pubblico ufficiale. La sua introduzione è probabilmente un tentativo di inserire una minaccia più temibile, visto che l’Ispettore Zenigata, anche a causa della caratterizzazione nella serie animata, è ormai diventato per certi versi una spalla comica.

Nel corso del manga, anche Jigen, Goemon e Fujiko ottengono degli episodi da protagonisti che contribuiscono a definire alcuni aspetti del loro carattere e permettono di vederli brillare anche senza il resto della squadra. Monkey Punch sente inoltre la necessità di creare trame più elaborate; nell’ultimo anno di serializzazione pubblica infatti quattro saghe che possono essere considerate un suo tentativo di realizzare dei “film a fumetti” (nel frattempo sono usciti al cinema La Pietra della Saggezza e Il Castello di Cagliostro).

In Sherdock & Watson arriva un nuovo detective, ancora più crudele di Manon e dotato di un talento nel trasformismo persino superiore a quello di Lupin III; le sue tecniche e la consulenza di un computer ultra-tecnologico metteranno in seria difficoltà il ladro gentiluomo.

San Francisco e Yap Land sono due drastici cambi di ambientazione: la prima storia infatti è ambientata nei dintorni di Alcatraz, dove giace il tesoro di un galeone sommerso, mentre la seconda si presenta come un racconto di fantascienza ma in seguito porta i protagonisti su un’isola sperduta nell’oceano, costringendoli addirittura a una lunga traversata a bordo di una zattera.

Bad Land ha apparentemente la trama più debole: narra di un incontro/scontro tra criminali senza particolari idee, ma un colpo di scena finale fa rivalutare l’intera saga.

Questi ultimi quattro cicli di storie sono senza dubbio un’ulteriore evoluzione del personaggio, e ci dispiace che non siano mai stati adattati. Ma la vita di Lupin III – a dispetto di quanto l’epilogo voglia farci credere – non finisce certo qui e molti altri prodotti animati e fumetti lo dimostreranno…

 

CHRONO LUPIN III: