Giunti al termine della lettura di qualsiasi fumetto scritto da Robert Kirkman negli ultimi quindici anni, la domanda nasce spontanea: ma come ci riesce? Dopo aver dato nuova linfa al genere superoistico con Invincible e aver rivoluzionato il concetto di zombi con The Walking Dead, Kirkman ha creato un universo narrativo in grado rielaborare le lezioni dei grandi maestri del Fumetto. Il primo volume di Super Dinosaur – pubblicato in Italia da saldaPress – è solo l’ennesimo esempio di questo incredibile super potere.

La storia è quanto più canonica possibile: due scienziati – Dexter Dynamo e Max Maximus – hanno scoperto un sistema di caverne sotto il monte Rainer. Durante una delle tante esplorazioni, il Dottor Dynamo precipita in una di esse fino a giungere nella Terra Interna, una porzione del nostro mondo ferma all’era dei dinosauri e popolata proprio da queste enormi creature. La scoperta di un minerale instabile – il Dynore – insieme alla conduzione di esperimenti brutali sui cuccioli di dinosauro, creano frizione tra i due studiosi che sfociano in una guerra.

Sconfitto Maximus, Dynamo è stato contattato da un’organizzazione governativa segreta che gli ha affidato il compito di difendere quest’ambiente naturale incontaminato. Ad affiancare lo scienziato nella missione troviamo il figlio Derek, piccolo genio di soli dieci anni, e Super Dinosaur, primo prototipo di una serie di esperimenti condotti da Maximus. Grande amante di videogiochi, il Tyrannosaurus Rex è un mutato che, oltre ad aver la capacità di parlare, combatte grazie a un’armatura progettata dallo stesso Dottor Dynamo.

Anche se i Dynamo stanno vivendo un periodo relativamente tranquillo, la minaccia di Maximus aleggia sul futuro della Terra Interna. Non è l’unica vista la pletora di villain che si alternano tra le pagine di questo volume.

Super Dinosaur è un’opera che non ha altro scopo se non quello di divertire e di riconciliare il lettore con quel sense of wonder da sempre elemento portante della narrativa per immagini. Sebbene tematiche attuali vengano proposte in maniera quasi incidentale – dagli esperimenti sugli animali allo sfruttamento delle risorse energetiche – quello su cui fa leva Kirkman è prevalentemente la costruzione di una storia elettrizzante e dai toni leggeri in grado di tenervi con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Costruita per un pubblico di tutte le età, la serie mescola dinosauri, armature ipertecnologiche e una componente teen – le dinamiche tra Derek, Erin ed Erika Kingston – che conquista. La sceneggiatura, però, non è esente dalla riproposizione di alcuni cliché del genere, come il dualismo tra i due scienziati un tempo colleghi, la creatura mostruosa dall’animo umano e la centralità della famiglia e il legame padre/figlio; ma, grazie al super potere dello scrittore di cui parlavamo in apertura, risulta comunque appassionante e ben orchestrata. I continui colpi di scena e la crescente tensione sopperiscono infatti a questi limiti rafforzando la voglia di portare avanti la lettura.

Assistere a scontri aerei tra un ragazzino sul suo overboard dotato di armi incredibili e rettili giganti è uno spettacolo senza tempo reso magistralmente dall’arte di Jason Howard. L’artista statunitense – recentemente ammirato tra le pagine del primo volume di Lo Stupefacente Wolf-Man – contribuisce a esaltare la componente fantastica del racconto con il suo tratto pulito e dinamico. Colpisce la maestria e la dovizia di particolari con le quali vengono realizzate le armature dei protagonisti, così come la cura nel ricercare e ricreare le più disparate specie di dinosauri.

Come ci riesce? Forse non siamo in possesso di una risposta precisa. Di certo la speranza è che Kirkman continui imperterrito il suo lavoro di riscrittura di un genere alla costante ricerca di novità.