Smettiamo di cercare i mostri sotto al nostro letto quando realizziamo che sono dentro di noi.

 

Monstress #1, anteprima 01È una delle opere recenti che ha maggiormente attirato l’attenzione di critica e pubblico, vincitrice dell’Hugo Awards 2017 nella categoria Best Graphic StoryMonstress è una maxi-serie Image Comics scritta da Marjorie Liu e disegnata da Sana Takeda. In Italia, il primo volume, intitolato Risveglio, è stato pubblicato da Oscar Ink, nuova linea editoriale di Mondadori che si sta facendo conoscere per le interessanti proposte e per la cura dei suoi prodotti.

Siamo in un mondo popolato da umani, esseri ibridi con innesti biologici e divinità antiche. La scena è catturata dall’arcanica Maika “Miss” Halfwolf, cresciuta in povertà e schiavitù. Forte del rapporto con la sorella Tuya, Miss è sopravvissuta alla guerra, alla morte e alla sofferenza che ne hanno segnato la breve esistenza. La ritroviamo nel primo capitolo di questa emozionante vicenda ormai adolescente, messa all’asta. Ad aggiudicarsi il suo corpo – privo del braccio sinistro – è la bella Sophie, sacerdotessa Cumanea. Chiusa nelle segrete della fortezza, Maika è circondata da altre creature prigioniere dell’ordine che controlla gli umani.

Questi i drammatici presupposti da cui prende il via il viaggio della protagonista al fine di comprendere la sua vera natura e dipanare così le ombre addensatesi sul proprio passato, così come su quello della madre Moriko. Lungo il tragitto si aggiungeranno Kippa (un bambino con coda e con orecchie di volpe) e il gatto Master Ren.

Monstress è un’opera dalla solida struttura fantasy, all’interno della quale non mancano altre influenze: dallo steampunk all’estetica manga, il tutto riletto con il gusto e la sensibilità del Fumetto americano, attento a cogliere le trasformazioni sociali in atto. Guardando oltre la spettacolare saga imbastita dalla Liu, rintracciamo infatti tematiche a lei care come l’integrazione razziale o l’emancipazione femminile.

Monstress #2, anteprima 01

Chi ha seguito le precedenti opere della scrittrice sa quanto la sua attenta analisi del quotidiano non risulti mai banale. La presenza di figure femminili forti che ricoprono ruoli di comando, ad esempio, richiama il suo lavoro su X-23 Black Widow; così come la paura (e conseguente repressione) delle “diversità” riporta alla mente l’arco narrativo da lei firmato per Astonishing X-Men, culminato con il matrimonio omosessuale tra Northstar e Kyle Jinadu.

Diviso tra momenti di disarmante dolcezza e altri di disumana violenza, Monstress parte in maniera confusionaria mettendo sul piatto troppi elementi per poi riprendersi sulla lunga distanza. Questo l’unico limite del volume: se da un lato l’affresco narrativo affascina per la varietà delle ambientazioni, dei personaggi e per i diversi piani di lettura presenti, la costruzione risente di un’iniziale complessità che rappresenta un notevole ostacolo.

La narrazione parte in medias res, senza alcuna introduzione o contestualizzazione degli eventi; capitolo dopo capitolo, vengono introdotti elementi che meglio aiutano a comprendere la vicenda. Tra flashback e alleanze da ricostruire, il lettore deve prestare molta attenzione per cogliere le tante sfumature.

La contaminazione di generi non coinvolge solo la sceneggiatura ma anche la componente artistica di questo fumetto. La prova della Takeda, artista dal tratto ibrido che unisce elementi della scuola americana e di quella asiatica, conquista per l’originalità delle soluzioni e per la cura riposta nella creazione di un immaginario fantasy perfettamente riuscito. Il suo tratto pulito conferisce grande espressività a figure plastiche, sinuose e imponenti, ma al contempo dinamismo alle scene più concitate.