Ultima delle storie “celebrative” realizzate da Don Rosa, La prima invenzione di Archimede (Gyro’s First Invention), del 2002, festeggia i cinquant’anni dall’esordio dell’inventore Paperopolese.

Don Rosa, come sempre in questi casi, non si limita a celebrare il “festeggiato”: ogni storia è un’occasione per mostrare qualcosa in più dell’universo in cui si muovono i Paperi. Così, questa avventura ci mostra, al contempo, come Archimede sia diventato ufficialmente un inventore, uscendo dall’ombra del padre Fulton e del suo negozio di riparazioni; inoltre, ci racconta anche come e perché il piccolo e simpatico Little Helper – il nostro Edi – sia venuto alla luce. Il tutto rendendo la storia un sequel diretto della memorabile Zio Paperone e il Ventino Fatale, di Carl Barks.

 

La prima invenzione di Archimede

 

La storia barksiana, in cui non appare Archimede, vede i soldi del deposito sprofondare in una caverna naturale a causa del troppo peso. Proprio il ventino del titolo dà il via alla cosiddetta “Grande Catastrofe de’ Paperoni”. Alla fine de Il Ventino Fatale, Zio Paperone comincia il recupero del denaro grazie al provvidenziale intervento dei nipotini ma, secondo il loro calcolo, il recupero completo del denaro richiederà più di duecentosettantadue anni!

Parlando di continuity, Rosa ha più volte sottolineato il concetto di “continuity limitata”: mentre per il periodo che va fino a metà anni ’40 è possibile mostrare cambiamenti sostanziali nello status dei personaggi e del loro mondo (vedasi il caso della Saga di Paperon de’ Paperone su tutti) per il periodo “classico”, fino a metà anni ’50, non è possibile mutare lo status quo. Qualunque catastrofe (quante volte il denaro di Paperone è stato perso? Quante volte il deposito distrutto?) alla fine della storia non deve avere effetti duraturi.

Anche Il Ventino Fatale si chiude con la “promessa” che lo Zione riavrà tutti i suoi beni. Ma come ha fatto a recuperarli prima dei suddetti duecentosettantadue anni? È qui che entra in scena Archimede, che escogita il modo per riportare, in poco tempo, la situazione allo status quo tramite il suo Super Elio.

 

La prima invenzione di Archimede

 

Ma al di là del caso specifico, La prima invenzione di Archimede è un interessantissimo esperimento che ci permette di inoltraci in quelle storie mai narrate che sono proprio alla base stessa della “continuity limitata” a cui è vincolato l’universo dei Paperi.

 

D.U.C.K. HUNT

L’omaggio all’Uomo dei Paperi si trova nella vignetta d’apertura, sulla corteccia dell’albero, e nella copertina dedicata, sopra a un palazzo sullo sfondo.

 

 

 

CHRONO DON ROSA: