Undicesimo appuntamento con Preacher, serial TV targato AMC, realizzato da Evan GoldbergSeth RogenSam Catlin e ispirato all’omonima pubblicazione a fumetti Vertigo, scritta da Garth Ennis e disegnata dal compianto Steve Dillon.

 

– Come ti chiami, ragazzo?

– Jesse.

– E poi?

– …Jesse Custer.

– Rimettetelo dentro.

 

PreacherLo sbuffo ciclico di una pompa per l’aria. Il rumore di catene che issano una bara dal fondo di un lago. Un giovane Jesse Custer (Dominic Ruggeri) che emerge per ritrovarsi di fronte alla sua nonna materna (Julie Oliver-Touchstone).

La scena d’apertura riprende quella presente nelle pagine di Tutto in Famiglia, numero #8 di Preacher, in cui facciamo la conoscenza della famiglia materna di Jesse, i L’Angelle, e delle torture che ha subito.

Segnaliamo alcune differenze rispetto allo show: nel fumetto, Jesse subisce questa punizione per il linguaggio volgare utilizzato e per la scarsa propensione a rispettare gli ordini impartitigli; la nonna è poi ritratta da Dillon come una vecchia decrepita e calva che necessita di una sedia a rotelle per gli spostamenti.

Nel serial è decisamente più giovane, deambula senza alcuna difficoltà e ha una folta capigliatura raccolta da una treccia.

Torniamo ai giorni nostri con il reverendo Jesse (Dominic Cooper) intento a recuperare il furgone blindato all’interno del quale aveva rinchiuso il Santo degli Assassini. Durante un colloquio tra Herr K. Starr (Pip Torrens) e gli agenti Lara Featherstone (Julie Ann Emery) e F.J. Hoover (Malcolm Barrett), scopriamo che il Graal ha organizzato la fuga del killer al fine di poterlo sfruttare a suo vantaggio.

In Vieni a Prenderlo (Preacher #36), il Santo degli Assassini rappresenta invece un intralcio per la massiccia operazione militare ordita da Starr che ha l’obbiettivo di eliminare Custer, tanto che spazza via l’intera colonia di blindati della Divisione Samson.

 

– Non sono omosessuale.

– Lei è il culmine della mascolinità. Nessuno ne dubiterebbe…

 

Featherstone pare attratta dal magnetico fascino del suo superiore, attrazione ripresa dalle pagine della serie Vertigo. Nel numero #61 (Lo splendore che è in te), arriva anche a dichiarare il suo amore per lui (mentre è intento a cambiare il catetere).

 

Il Messia è un coglione.

 

La sincerità di Herr Starr non risparmia nemmeno il venticinquesimo pronipote di Gesù Cristo, che viene apostrofato con irriverenti parole. Dopo aver saggiato i poteri di Genesis, Starr è intenzionato ad attuare un golpe e utilizzare Jesse come strumento per la ricostruzione del mondo a seguito dell’Apocalisse. Il piano riprende quello iniziale che in …E giustizia per tutti (Preacher #24) viene illustrato al predicatore.

 

Le voglio distrutte.

 

Tulip (Ruth Negga) e Jenny – vale a dire l’agente Featherstone sotto copertura – sono intenzionate a distruggere le pistole del Santo degli Assassini ritrovate nella puntata precedente. Le due Revolver Colt Walker, però, resistono ad elevate temperature e nulla sembra scalfirle.

Come apprendiamo dalla miniserie Il Santo degli Assassini – scritta da Garth Ennis e disegnata da Steve Pugh per i colori di Pamela Rambo – le pistole sono state forgiate con il metallo della spada dell’Angelo della Morte nell’ultimo fuoco che bruciava all’Inferno, realizzate in maniera da non incepparsi, restare senza colpi e, soprattutto, non mancare mai il bersaglio. Visto lo scarso effetto che i 2000° C sortiscono sulle due revolver, è plausibile pensare a una genesi analoga.

 

Grazie, Dio, per aver ucciso mio padre e avermi riportato a casa.

 

Nel finale viene ripreso il flashback di cui sopra: in questo caso, però, la reclusione nella bara sul fondo del fiume ha piegato la volontà del giovane Jesse, il quale si inginocchia al cospetto della nonna e ringrazia il Signore per aver ucciso suo padre, rinnegandone il cognome.

 

BEHIND PREACHER:

BEHIND PREACHER 2: