Dopo aver analizzato la prima puntata del reboot di DuckTales, oggi ci addentriamo nella seconda, Woo-oo! (part 2), che vede Paperone e Famedoro affrontare una missione subacquea alla ricerca del Tesoro di Atlantide. Durante l’avventura, iniziamo a comprendere meglio le dinamiche tra i personaggi e scopriamo qualche aspetto in più del nuovo Paperino, senza immaginare nemmeno lontanamente la grande sorpresa che gli sceneggiatori hanno in serbo per il gran finale…

 

Paolino Paperino!

Paperino
Appena Cuordipietra Famedoro assume Paperino come marinaio, gli consegna la sua divisa da marinaio: una blusa nera che sostituisce quella azzurra bruciata all’inizio dell’episodio precedente. Questo indumento è più simile a quello che il personaggio utilizza nei fumetti, in particolare nelle storie di Carl Barks e Don Rosa, principali fonti d’ispirazione dello show.

In realtà è improbabile che la divisa donatagli da Famedoro sia l’unico esemplare in suo possesso: già nel quadro nascosto tra i tesori di Paperone, infatti, abbiamo visto Paperino con indosso la blusa nera.

Senza stare a cercare il pelo nella continuity, il nuovo design vuole rappresentare una versione del personaggio più avventurosa e quindi più vicina a quella dei fumetti, similitudine che si rispecchia anche nel nuovo look di Paperino.

 

Ah, i primi passi del piccolo Quo. E questo è Qui ai playoff: portava l’acqua ai giocatori! Guarda, questi siamo noi che ci arrampichiamo sul Grand Canyon… quello finto al supermercato.

 

Paperino è certamente uno zio amorevole e non perde occasione di mostrare ai suoi nuovi colleghi le foto dei nipotini. Osservando le immagini sul suo smartphone, è facile notare che è decisamente iperprotettivo nei confronti di Qui, Quo e Qua; un atteggiamento abbastanza incomprensibile da parte di chi ha vissuto numerose avventure in compagnia di Paperon de’ Paperoni.

Anche la scarsa fiducia nei confronti del papero miliardario lascia intendere che sia accaduto qualcosa in passato, un evento in grado di causare una frattura tale da portarli a non parlarsi per ben dieci anni. Siamo abbastanza sicuri che questo mistero fungerà da filo conduttore per tutta la stagione.

 

– Guardate là! L’abbiamo trovata!

– Già, esatto. Atlantide.

 

Barks aveva già portato Paperone, Paperino e i tre nipotini ad Atlantide nella storia Zio Paperone pesca lo Skirillione; la leggendaria città sommersa aveva un aspetto simile a quella che vediamo in questo episodio, ma non era sottosopra ed era ancora abitata da un popolo di creature sottomarine. Anche nella seconda stagione della serie originale i protagonisti avevano visitato Atlantide, precisamente nella puntata Paperi sommersi.

 

Forse potrei assumerla, una famiglia. Così sarebbero costretti ad ascoltarmi!

 

Nelle storie a fumetti è una consuetudine per Paperone “assumere” Paperino e i tre nipotini per accompagnarlo nelle sue esotiche (e pericolose) missioni in giro per il mondo; la paga, però, è irrisoria – pochi centesimi all’ora – e il compenso non gli assicura certo che facciano tutto quello che desidera.

 

Dobbiamo fermare l’acqua!

 

Paperino

Quando la sala del tesoro di Atlantide inizia ad allagarsi, Paperino cerca di fermare in tutti i modi la fuoriuscita di acqua da una delle fessura del muro, senza però riuscire a ottenere il risultato sperato.

I suoi tentativi di ostacolare il flusso lo portano anzi a essere investito da uno schizzo d’acqua, scatenando una reazione molto familiare ai fan dei cartoni animati Disney: stiamo parlando della tradizionale posa da combattimento con il busto piegato in avanti, un braccio ben teso di fronte a sé, con l’altro che viene fatto roteare in modo selvaggio al suo fianco, mentre salta su e giù.

Si tratta di un movimento caratteristico del personaggio ideato per la prima volta nel cortometraggio del 1934 Una serata di beneficenza, la seconda apparizione in assoluto di Paperino. Da allora, questa reazione viene utilizzata spesso nelle produzioni animate in cui figura per sottolineare quando perde il controllo e scatena il suo temperamento nervoso.

 

Quella paccottiglia? È carina, ma è palesemente super-maledetta.

 

Alla fine dell’episodio, Paperone rivela alla stampa che la gigantesca pietra preziosa conquistata da Famedoro è legata a una maledizione. Infatti, dopo pochi secondi, spunta dal mare un enorme tentacolo che afferra lo spietato miliardario; una similitudine con la storia di Barks Zio Paperone e la gemma anatema, incentrata su una pietra preziosa portatrice di numerose sventure, tra le quali proprio l’attacco da parte di una piovra gigante.

 

Ecco qua: l’eremita capitalista avventuriero Paperon de’ Paperoni è tornato, con la famiglia a seguito, pronto a risolvere misteri e a riscrivere la Storia.

 

La frase con cui la giornalista chiude il suo servizio contiene i due versi finali della prima strofa della sigla di DuckTales in lingua originale: Might solve a mystery or rewrite history!

 

Mamma…?

 

La parola che chiude questo episodio è un sorprendente cliffhanger in grado di far trasalire qualunque fan del fumetto Disney: Quo, infatti, solleva il lembo strappato di un quadro appoggiato nel magazzino di Paperone, scoprendo che a combattere con Paperone e Paperino su una nave pirata c’era… sua madre!

Della Duck è una figura tabù dell’universo Disney di cui si sa molto poco e sulla quale sembra addirittura sia stato imposto un veto, al fine di impedire che venisse utilizzata dagli sceneggiatori dei fumetti. La prima volta è stata citata nel corto animato del 1938 I nipoti di Paperino, nel quale Qui, Quo e Qua vengono affidati alla custodia del loro zio; inizialmente doveva essere solo una condizione temporanea per strappare qualche risata con gli scherzi delle piccole pesti, ma “l’adozione” è poi diventata permanente. L’adattamento a fumetti di Al Taliaferro del cortometraggio – pubblicato sui quotidiani sotto forma di strisce – indica qualche informazione aggiuntiva: la madre dei nipotini (chiamata solo in quell’occasione “Dumbella”) li ha lasciati a Paperino per stare al fianco del loro padre, ricoverato per un esaurimento nervoso dopo che Qui, Quo e Qua gli hanno fatto esplodere un petardo sotto la sedia.

Don Rosa, nella sua Saga di Paperon de’ Paperoni, ha mostrato Paperino da bambino assieme alla sorella Della, molto simile a lui fatta eccezione per la chioma bionda. Nemmeno il celebre autore del Kentucky, noto per aver reinventato l’universo dei paperi concedendosi parecchie libertà, ha però osato mostrarla da adulta, consapevole che sarebbe stato difficile giustificare l’abbandono dei figli da parte di una madre, soprattutto in storie destinate anche a un giovane pubblico.

Nel 2014, la storia danese 80 is prachtig (“80 è bello”), scritta da Evert Geradts e disegnata da Maximino Tortajada Aguilar in occasione dell’ottantesimo anniversario di Paperino, ha affrontato lo spinoso argomento. In questo fumetto, Della è un’astronauta che ha lasciato i tre gemelli a Paperino prima di imbarcarsi per una missione spaziale dall’esito sfortunato: viene infatti catapultata fuori dalla rotta e in questo malinconico racconto riesce a comunicare con i suoi figli, ma non a fare ritorno sulla Terra.

Resta da vedere come DuckTales deciderà di spiegare questa pesante assenza, rivelando anche il ruolo di Della e le circostanze in cui ha dovuto abbandonare Qui, Quo e Qua. Osservando con attenzione il quadro notiamo che la papera indossa quella che sembra essere una divisa da aviatrice, ma per scoprire qualcosa di più a riguardo dovremo attendere le prossime puntate, anche se probabilmente non otterremo una risposta tanto presto…

Della Duck

 

BEHIND DUCKTALES: