Sono passati trent’anni dall’esordio della classica DuckTales, serie animata che ha portato sul piccolo schermo le avventure di Zio Paperone fortemente ispirate ai fumetti di Carl Barks. Dopo una lunga attesa, il reboot è partito con un doppio appuntamento denso di citazioni che hanno fatto la gioia dei lettori e degli appassionati Disney in generale; in particolare, un’altra grande fonte d’ispirazione per questa nuova versione sembra sia La Saga di Paperon de’ Paperoni, realizzata da Don Rosa tra il 1994 e il 1996, che chiaramente non poteva essere presa in considerazione dalla serie di DuckTales di fine anni ’80.

Ma ora analizziamo le numerose chicche nascoste nel primo episodio, intitolato Woo-oo! (part 1).

 

Non puoi indossare questo per il tuo colloquio di lavoro!

 

Paperino entra in scena con indosso la celeberrima divisa blu che ha sempre sfoggiato nei cortometraggi animati, tuttora utilizzata nella maggior parte delle illustrazioni presenti sui prodotti di merchandising. È l’indumento con cui è ancora oggi conosciuto da gran parte del pubblico, ma in DuckTales resiste per pochi secondi, dato che Qua lo leva a forza allo zio.

 

Ok, ragazzi. Faremo Cape Suzette e ritorno prima che chiunque possa accorgersi che ce ne siamo andati!

 

Quo cita Cape Suzette, la città dove si svolgono le avventure di TaleSpin, altra serie animata Disney che andò in onda per la prima volta tra il 1990 e il 1991, in concomitanza con la chiusura di DuckTales; tra i protagonisti, alcuni personaggi de Il Libro della Giungla in chiave rivisitata: abitano in una baia e si occupano di una società di trasporti aerei cercando di difendersi dagli attacchi dei pirati dell’aria.

Questa citazione, oltre che una strizzatina d’occhio ai fan, sembra voler definire da subito l’esistenza di un universo narrativo in cui coesistono i diversi personaggi del Disney Afternoon. Va detto che TaleSpin era ambientato negli anni ’30, quindi un possibile crossover tra le due serie – a meno di viaggi temporali – risulta attualmente improbabile.

 

Non posso lasciarvi da soli neanche un minuto!

 

Una delle principali novità del reboot è la caratterizzazione dei tre nipotini, diversi nella personalità, nell’abbigliamento e dunque resi ben distinguibili l’uno dall’altro. Anche nei fumetti sono sempre stati uguali tra loro, una sorta di entità unica se pensiamo che i paperotti tendono a completare l’uno le frasi dell’altro; l’unico tentativo di differenziarli è stato fatto dalla serie animata Quack Pack, dove erano adolescenti e ognuno aveva una precisa individualità.

Qui indossa una maglietta e un cappellino rossi (è l’unico ad aver conservato il caratteristico berretto), ed è il nipote più saggio e razionale. Quo veste una T-shirt a maniche corte sopra un’altra maglia a maniche lunghe, entrambe azzurre; è coraggioso e spesso si lancia in azioni pericolose che non sa realmente gestire. Qua indossa una felpa verde con cappuccio, è il più rilassato dei tre fratelli; è interessato a come arricchirsi senza troppi sforzi ed è un bugiardo cronico con un umorismo cinico.

Si potrebbero considerare le caratteristiche dei tre come i diversi aspetti della personalità di Paperone, spiegando così per quale motivo il papero miliardario ritrovi il suo entusiasmo non appena incontrati i nipotini.

 

Considerando la recente espansione nei mercati di Spoonerville e St. Canard, come riportato nelle appendici C, G e 5F…

 

Passa poco più di un minuto, e la citazione all’universo narrativo Disney Afternoon è completa: Spoonerville è dove Pippo e il figlio Max vivono nella serie Ecco Pippo!, mentre St. Canard è la città di Darkwing Duck, supereroe di cui è già stata confermata la presenza in questa nuova serie di DuckTales.

 

–  …Procederemo con il tagliare i fondi ad alcuni reparti superflui: ricerca storica, tecnologia sperimentale, esplorazione degli abissi marini…

– Fantastico.

 

La prima immagine di Paperone che vediamo nella serie è quella di un papero stanco, disinteressato a qualunque aspetto avventuroso della vita, ormai interessato solo a conservare per inerzia la sua ricchezza. È una figura molto simile a quella che troviamo nel dodicesimo capitolo della Saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa. Ma proprio come in quella storia, stanno arrivando tre giovani paperi a infondere nuova linfa vitale al papero miliardario.

 

Possiamo dire che non ho un vero e proprio ufficio, ma in un certo senso la strada è il mio ufficio.

 

JigenNella sequenza in cui ci torna in scena, vediamo Jet McQuack – l’imbranato pilota che guiderà con esiti catastrofici qualunque veicolo necessario per i viaggi dei protagonisti – nei panni di autista di una limousine, mentre accompagna a casa Paperon de’ Paperoni dopo una riunione con i suoi soci negli uffici del suo deposito.

Durante il tragitto, la limousine affianca un’automobile ben nota agli appassionati di animazione giapponese: si tratta della Fiat 500 gialla di Lupin III, il ladro gentiluomo creato dal mangaka Monkey Punch.

Il personaggio è conosciuto negli Stati Uniti soprattutto per il film Il castello di Cagliostro, diretto da Hayao Miyazaki, nel quale appare proprio la caratteristica vettura italiana. Dal tettuccio apribile della 500 esce una figura con giacca, cappello e lunghi capelli neri che ricorda in tutto e per tutto Daisuke Jigen, l’abile cecchino che accompagna Lupin nelle sue avventure.

 

Parli con i suoi nipoti.

 

Appena entrati nella villa De’ Paperoni, il ricco miliardario non è molto loquace con i suoi famigliari, mentre Qui, Quo e Qua sono affascinati da tutto ciò che li circonda. Anche i fan dei fumetti Disney saranno rimasti colpiti nel notare appese alle pareti le fedeli riproduzioni di alcuni dipinti a olio di Carl Barks. Inoltre in sala da pranzo si può notare un quadro che ritrae Fergus de’ Paperoni e Piumina O’ Drake, i genitori del papero miliardario.

DuckTales casa

Carl Barks Paperone

 

Gaia van der Quack, mia nonna è la governante.

 

Nella camera di Gaia, quando la bambina si presenta a Qui, Quo e Qua, vediamo una bambola fissata alla parete con una freccia conficcata nel petto. È la stessa che Gaia portava con sé nella vecchia serie di DuckTales e il trattamento riservatole in questo reboot indica abbastanza chiaramente che la nuova versione del personaggio è parecchio diversa dalla precedente: più avventurosa e intraprendente, siamo sicuri che non la vedremo mai piagnucolare o prendere tè e pasticcini assieme ai suoi pupazzi. Dopo qualche secondo, sullo sfondo intravediamo anche un vestito rosa con le maniche a sbuffo, a indicare che Gaia ha abbandonato il suo vecchio stile in favore di un look meno infantile.

Lavagna Gaia

Gaia possiede una lavagna dedicata a Paperon de’ Paperoni, ricca di citazioni e possibili indizi su elementi che potrebbero apparire nei prossimi episodi:

– Numerosi nomi riprendono l’albero genealogico della dinastia de’ Paperoni compilato da Don Rosa.

– Un biglietto cita Scotty McDuck, personaggio di una linea temporale alternativa; si tratta in realtà del nome con cui Barks si è riferito per la prima volta al padre di Paperone, anche se in seguito Don Rosa l’ha ribattezzato Fergus de’ Paperoni.

– Un altro biglietto elenca i nomi dei membri della Banda Bassotti, tra i quali figurano anche BurgerBass e PicoBass, creati nella precedente serie di DuckTales. Gaia riporta anche il nome “Bassottopoli”; non sappiamo se si tratti di una sua bizzarra supposizione o se effettivamente vedremo un’intera città popolata da bassotti.

– Una lettera ha l’intestazione del Consiglio delle Anziane Marmotte, molto probabilmente l’organo che gestisce e supervisiona il corpo delle Giovani Marmotte.

– Un foglio di block notes cita Colle Fosco, la regione della Scozia in cui si trova il Castello de’ Paperoni, come mostrato nella Saga di Don Rosa.

– Un articolo di giornale è intitolato “Avvistamento di Terrifermiani!”; si tratta di un riferimento ai due popoli dei terrini e dei fermini, apparsi nella storia di Carl Barks Zio Paperone e i Terremotari, che aveva già ispirato l’episodio Paperremoto della serie classica.

– Un altro titolo di quotidiano cita “Pirati del cielo avvistati sopra Testaquadramento!”: Testaquadramento è una città nascosta presentata nella storia di Barks Paperino e il mistero degli Incas, mentre i pirati del cielo potrebbero essere un ulteriore riferimento a TaleSpin.

– Il biglietto con la scritta “Friend or F.O.W.L.” è un riferimento alla F.O.W.L., organizzazione criminale con cui Darkwing Duck si è scontrato in più occasioni, introdotta nell’episodio 00-Jet.

 

Io sono Paperon de’ Paperoni, mi sono fatto un nome diventando il più duro dei duri e il più furbo dei furbi!

 

Questa frase è stata ripresa da Zio Paperone e la disfida dei dollari, storia a fumetti di Carl Barks già sfruttata in passato nella precedente serie animata DuckTales.

 

Per la nebbia di Colle Fosco, che sta succedendo qui?

 

Nel magazzino di Paperone (che scopriremo essere soltanto il suo garage) troviamo diversi reperti di sue avventure passate, tra cui:

– Lo scheletro di un cavernicolo che può ricorda Bubba, personaggio introdotto nella seconda stagione della serie originale.

– La testa del robot Armstrong, apparso nell’episodio Armstrong, il robot.

– La lampada magica del film Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta.

– La gigantesca moneta di Il tesoro del sole d’oro, episodio pilota della serie originale.

 

Per mille gonnellini scozzesi!

 

Alla fine dell’episodio, lo Zione utilizza questa esclamazione del tutto assente nei fumetti ma ideata per la precedente serie di DuckTales.

 

Benvenuto nelle Industrie Famedoro!

 

L’ultima scena svela per chi era il colloquio al quale Paperino voleva presentarsi con tanta impazienza: Cuordipietra Famedoro, personaggio apparso per la prima volta nella storia di Carl Barks Zio Paperone e il torneo monetario; nei fumetti è uno spietato magnate sudafricano, ma nella serie originale di DuckTales è stato reso scozzese, per evitare controversie legate alla delicata situazione politica del Sud Africa alla fine degli anni ’80. Questa caratterizzazione è stata mantenuta anche nel reboot ma portandola all’estremo, come se Famedoro volesse battere Paperone in termini di “scozzesità”.